menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Omicidio di Ilaria Alpi, il detenuto "Mi hanno rubato un pezzo di vita"

L'uomo condannato per l'assassinio della giornalista 21 anni fa in Somalia, recentemente scagionato dalle dichiarazioni del testimone che all'epoca lo accusò, chiede giustizia: "La mia vita è finita a 24 anni"

"Mi hanno rubato un pezzo di vita". Non ha mai smesso di proclamare la propria innocenza, e ora la testimonianza del connazionale che lo accusò del duplice omicidio della giornalista Ilaria Alpi e del cameraman Milan Hrovatin, uccisi in Somalia il 20 marzo 1994, lo scagiona del tutto. Non gli restituisce però il tempo perduto, quello trascorso in carcere a Padova, chiuso in una cella: "La mia vita è finita a 24 anni quando mi hanno arrestato".

"UN PEZZO DI VITA IN CARCERE". Ora ne ha 41, l'uomo condannato a 26 anni per un assassinio che non avrebbe mai commesso. Alle telecamere di "Chi l'ha visto?" la persona che fece il suo nome ha confessato di avere accusato lui perché gli italiani gli avrebbero promesso in cambio dei soldi e la possibilità di abbandonare il suo paese. Quello che divenne il testimone chiave del caso non si presentò mai al processo, ma le dichiarazioni fatte al pm sarebbero bastate a condannare l'uomo che ora, da Padova, torna a chiedere giustizia.

"NESSUNO MI HA CREDUTO". Lo fa nel corso di un'intervista rilasciata all'Ansa, durante il permesso premio alla casa di accoglienza 'Piccoli passi' di Limena, gestita dall'associazione Gruppo operatori carcerari volontari di Padova. "Sono quasi 16 anni che sono in carcere - dichiara - 17 dall'inizio del processo. Un pezzo di vita trascorso in carcere ingiustamente. Dal primo giorno dico a tutti che sono innocente e che i testimoni erano falsi ma nessuno mi ha creduto".

"CONDANNATO INGIUSTAMENTE". "Lui ha detto che era stato pagato ma non so chi e perché - dice a proposito dell'uomo che lo accusò - purtroppo in Somalia c'era la guerra civile e bastava offrire qualche soldo a qualcuno e chiunque avrebbe detto qualsiasi cosa". Parole dure, invece, nei confronti del pubblico ministero di allora: "Il pm non è giudice ma è la pubblica accusa. Quindi quando raccoglie una informazione non dovrebbe poter condannare nessuno sulla base della dichiarazione di una persona che non conosce nemmeno. Se fossi stato italiano o europeo questo non sarebbe successo".

"ABBANDONATO DALLA POLITICA". Nessuno avrebbe fatto nulla per lui, neppure il governo italiano: "La politica mi ha abbandonato". Solo la madre di Ilaria Alpi, da sempre convinta della sua innocenza, lo avrebbe sostenuto, riuscendo anche a procurargli un permesso premio nel 2013.

QUANDO SARÀ LIBERO. Mancano due anni e mezzo al 5 dicembre 2017 quando finirà di scontare la pena. "Spero che tutto finisca presto. Solo Roma può fare qualcosa. Quando sarò libero tornerò in Somalia a recuperare il tempo perduto. Ho nipoti che non ho mai visto, ho perso due sorelle, una sgozzata nel corso di una rapina, l'altra a causa di una complicazione nel parto, e non ho potuto dir loro addio. A quest'età avrei dovuto avere una famiglia. La mia vita è finita a 24 anni".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Politica

Il neo Presidente Masin: «Natura e turismo, così immagino il Parco Colli. Essere cacciatore non è in antitesi con questo ruolo»

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PadovaOggi è in caricamento