Cronaca

Ilaria Alpi, assassino in carcere a Padova: testimone chiave ritratta "Ho mentito, lui era innocente"

Si trova al Due Palazzi l'uomo che venne condannato per il duplice omicidio della giornalista e del cameraman Milan Hrovatin, 21 anni fa. Colui che lo accusò ha capovolto la sua versione a "Chi l'ha visto?"

Ilaria Alpi

Potrebbe essere innocente l'uomo accusato dell'assassinio, 21 anni fa in Somalia, della giornalista del tg3 Ilaria Alpi e del cameraman Milan Hrovatin, detenuto nel carcere di Padova dopo essere stato condannato in Cassazione a 26 anni di reclusione. La persona, di origini somale, che lo aveva indicato come il responsabile del duplice omicidio, ha dichiarato al programma "Chi l'ha visto?" che, all'epoca dei fatti, gli era stato chiesto di indicare un nome, e lui aveva fatto quello del suo connazionale, che ora si trova al Due Palazzi.

IL TESTIMONE RITRATTA. "Io non ho visto chi ha sparato. Non ero là", ha detto. Gli italiani, secondo la testimonianza fatta nel corso dell'intervista, nella fretta di chiudere il caso, "gli avrebbero offerto dei soldi se avesse accusato un somalo dell'omicidio". Cosa accadde realmente quel 20 marzo 1994 a Mogadiscio è sempre rimasto avvolto nel mistero. I parenti di Ilaria Alpi, ma anche parlamentari, giornalisti ed esperti, hanno più volte sollecitato a scavare più a fondo, convinti che la verità non sia ancora stata svelata.

OMBRE SUL DUPLICE OMICIDIO. La testimonianza capovolta dell'uomo che accusò l'unico colpevole riconosciuto per l'omicidio di Ilaria Alpi getta ulteriori ombre su cosa accadde all'inviata che stava indagando su un traffico di armi e aveva da poco intervistato un capo locale, il sultano di Bosaso, poi divenuto uno dei testimoni chiave della vicenda.

LA CONDANNA. L'uomo che sta scontando 26 anni di reclusione per il duplice omicidio fu indicato nel corso di un interrogatorio all'allora pm della procura di Roma. Il testimone, che ora ha ritrattato la sua versione, non si presentò però a deporre al processo e fuggì all'estero. Finora era stato considerato irreperibile dalle autorità italiane. Per quella testimonianza, però, dopo anni di indagini, il somalo, arrivato nella Capitale per testimoniare sulle presunte violenze di militari italiani ai danni della popolazione somala, venne arrestato e rinviato a giudizio: assolto in primo grado, venne condannato all'ergastolo in appello e infine a 26 anni in Cassazione.

DIRETTORE RAI 3. L'intervista di "Chi l'ha visto?" è "un documento giornalistico eccezionale che riapre una volta per tutte il caso - dice il direttore di Rai Tre Andrea Vianello - spero davvero che lo scoop del programma di Federica Sciarelli serva a spingere gli inquirenti a riaprire definitivamente le indagini sull'assassinio dei due nostri colleghi che aspettano invano giustizia da così tanti anni".

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