Immigrazione, a ottobre scadranno i permessi di soggiorno umanitari

L'appello all'unisono di Cgil, Cisl, Uil, Acli e Caritas affinché le istituzioni promuovano le modalità di rinnovo per evitare presenze irregolari sul territorio. La condanna agli ultimi atti di violenza in stazione ma la richiesta di integrazione attiva degli immigrati

Una recente protesta di immigrati davanti alla sede della prefettura

Il permesso di soggiorno per motivi umanitari attribuito ai profughi per la loro permanenza sul territorio italiano scadranno il prossimo ottobre. Cgil, Cisl, Uil, Acli e Caritas levano all'unisono un appello per spronare le istituzioni alla divulgazione degli strumenti e delle informazioni sufficienti sulle modalità di rinnovo per evitare l'insorgere di nuove problematiche dovute alle presenze irregolari in città.

“Chiediamo inoltre alle Istituzioni locali, ognuna per le proprie funzioni e responsabilità, di attivarsi insieme a tutte le realtà che seguono da anni i temi dell'immigrazione e dell'accoglienza, per mettere in campo azioni di reale accoglienza – sollecitano le associazioni di categoria e di solidarietà - che permettano alle donne e agli uomini che arrivano nel nostro Paese e nella nostra città di essere soggetti di un vero inserimento ed evitare qualsiasi possibilità di essere considerati "ospiti indesiderati", diventando così utile manovalanza della malavita”.

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Inevitabile il riferimento ai recenti fatti di violenza che hanno riguardato l'area della stazione ferroviaria con protagonisti immigrati del Nord Africa. “Fermo restando che è da condannare con fermezza quanto accaduto negli ultimi – aggiungono Cgil, Cisl, Uil, Acli e Caritas - vogliamo evidenziare come organizzazioni e associazioni, che ogni volta che accadono fatti nei quali vi sono coinvolti degli immigrati irregolari o meno, il primo pensiero che accomuna certe visioni è: se non ci fossero stati non sarebbe successo. Questo è quantomeno un luogo comune oltre che sbagliato ed insufficiente a identificare la colpa e le giuste percentuali di responsabilità”.

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