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Gli imprenditori chiedono sicurezza: Smart city, l'opportunità per contrastare la criminalità

Indagine dell'Ascom su un campione di 211 intervistati per cercare di capire quali siano le opportunità per le singole attività e per il territorio che possono derivare dalla realizzazione del progetto di Smart City

Un campione di 211 intervistati per cercare di capire quali siano le opportunità per le singole attività e per il territorio che possono derivare dalla realizzazione del progetto di Smart City.

"Contrasto alla criminalità"

E’ ciò che ha realizzato Servizi & Sviluppo Ascom Padova, il raggruppamento che rappresenta le circa 6mila imprese che in provincia di Padova operano nel comparto di quello che una volta veniva chiamato “terziario avanzato” ma che, più correttamente, è il grande settore dei servizi alle imprese oggi orientato all’innovazione spinta. “Orientato – commenta Nicola Bertin, presidente di Servizi & Sviluppo Ascom Padova – ma ancora poco informato, ad esempio, su cosa si intenda per Padova Soft City”. In effetti quasi il 65% degli intervistati dice di non conoscere il progetto ed un restante 30% di conoscerlo parzialmente. “Agli intervistati – continua Bertin – abbiamo somministrato un semplice questionario che si componeva di 11 domande a risposta chiusa ed una a risposta aperta. Esclusa quella sulla conoscenza del progetto smart city, le altre 10 prevedevano quattro opzioni: inutile, poco utile, utile e molto utile”. E allora: sono più del 95% gli imprenditori che ritengono che la realizzazione della Smart City possa portare benefici alla mobilità intelligente, mentre si attestano al 94% (ma con un 72,5% che opta per il “molto utile”) i titolari di impresa che reputano la smart city importante per contrastare la criminalità. Il marketing territoriale registra il 51% di entusiasti ed il 41% di interessati mentre la carta dei servizi digitali (in buona sostanza l’accesso ai servizi di mobilità telematica) trova maggiore “appeal” nell’”utile” (48%) che non nel “molto utile” (34%).

L'incontro

Valori suppergiù analoghi per le iniziative culturali (54% utile, 25% molto utile), mentre l’eco-sostenibilità supera il 95% di gradimento con un “molto utile” attestato al 63%. “Le risposte alle domande sulla rete digitale e la condivisione del dato aggregato – mette in risalto il presidente di Servizi & Sviluppo Ascom Padova – con i loro valori di poco superiori al 50% nell’opzione “utile” ed una più ridotta adesione al “molto utile”, ribadiscono come anche le imprese più orientate ai nuovi scenari del mercato conservino però un forte aggancio con il quotidiano ancora caratterizzato da forme meno avanzate”. Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda la risposta in ordine all’interazione tra cittadinanza e pubblica amministrazione mentre, e non poteva essere altrimenti, sfiorano il 55% di “molto utile” le risposte alla domanda sull’utilità della smart city in funzione turistica. “L’indagine che abbiamo condotto – conclude Bertin – ci ha convinti della necessità di chiarire quali siano i “desiderata” del nostro mondo in ordine alla “smart city che vorrei” ed è appunto questo il titolo che abbiamo scelto per il convegno che abbiamo programmato per giovedì prossimo, 15 marzo, quando, a partire dalle 9.30 presso la sede dell’Ascom Confcommercio di Padova, in piazza Bardella, si metteranno a confronto esperienze italiane e straniere grazie agli interventi di Andrea D’Acunto di EY Partner Advisory Services; del direttore generale di Ascom Padova, Otello Vendramin; di Riccardo Samiolo Chief Finalcial Officer Came Spa; di Antonio Piccolo, presidente del Consorzio Turismo Padova; di Riccardo D’Angelo, Chiarman Mvmant. Apriranno i lavori il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin ed il vicepresidente di Servizi & Sviluppo, Mario Beltrame. Le conclusioni saranno invece tratte da Nicola Bertin.

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