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I vigili del fuoco durante l'intervento in via Cassan

I vigili del fuoco durante l'intervento in via Cassan

Scoppia una cabina elettrica: evacuazione all'auditorium Pollini, blackout in zona

Un guasto alla linea elettrica ha causato una serie di esplosioni al piano interrato dell'edificio di via Cassan. Un centinaio di studenti e docenti sono stati fatti uscire

Attimi di paura lunedì mattina all'auditorium Pollini di via Carlo Cassan, dove un problema a una cabina della media tensione ha provocato alcuni scoppi e un principio di incendio.

Esplosioni

Alle 13.30 alcune piccole esplosioni, tre secondo alcuni testimoni, hanno squassato l'aria in via Cassan, nella zona di piazza Eremitani. A provocarle è stato lo scoppio di una cabina elettrica di proprietà di Enel, sistemata al piano interrato dell'edificio. Ne è seguito un principio di incendio che ha causato del denso fumo acre costringendo all'evacuazione di chi si trovava nei locali del Pollini. Allertate dal sistema antincendio circa cento persone sono state fatte uscire dai vigili del fuoco e trasferite nella vicina sede che affaccia su via Eremitani. Tra loro soprattutto giovani studenti, oltre ai docenti e al personale di servizio. Nessuno è rimasto ferito né intossicato.

Blackout

I pompieri hanno evitato che si sviluppassero fiamme e hanno arieggiato la zona mettendola in sicurezza affinché i tecnici di Enel potessero intervenire. Gli scoppi hanno provocato un temporaneo blackout in via Cassan, facendo scattare numerosi sistemi di allarme. I pompieri hanno controllato tutti gli immobili interessati, escludendo la presenza di altri incendi.

La critica

A poche ore dall'incidente non sono mancate le reazioni politiche. Il primo a intervenire sulla questione è il capogruppo dei 5 Stelle a palazzo Moroni, Giacomo Cusumano, che ha definito «Inaccettabile quanto successo alla struttura del Pollini». «Un luogo pubblico deve avere tutte le carte in regola. Il conservatorio è  una vetrina di Padova nel mondo che vanta studenti da Messico, Iran, Francia, Germania. Studenti che mai si sarebbero aspettati che in Italia fossimo arrivati a questo livello di abbandono». Le richieste sono perentorie: «Comune e Provincia devono trovare una soluzione attuabile il prima possibile e smetterla con i proclami: gli studenti meritano sicurezza» conclude Cusumano.

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