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Rogo al centro commerciale di Sant'Angelo di Piove di Sacco: arrestato il piromane

Il rogo divampò il 9 giugno del 2016 e distrusse in gran parte l'edificio in via Piovese. Lunedì mattina, i carabinieri hanno stretto le manette ai polsi del presunto responsabile

Lunedì mattina, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Piove di Sacco hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di D.Z., 49enne del luogo, ritenuto l’autore del gravissimo incendio che, poco meno di un anno fa, devastò il centro commerciale di via Piovese a Vigorovea di Sant’Angelo di Piove di Sacco.

L'INCENDIO. I fatti risalgono alle 2.30 circa del 9 giugno 2016, quando, all’interno del complesso commerciale, divampò un incendio di vastissime proporzioni che, aggravato da un’imponente esplosione, distrusse gran parte dell’immobile. La deflagrazione, infatti, ebbe una portata tale da proiettare gli infissi dello stabile per varie decine di metri, oltre la sr 516, creando un pericolo anche per gli eventuali veicoli in transito.

LA DINAMICA. In particolare, l’incendio e la successiva esplosione presero avvio all’interno del centro estetico "Charme & Beauty", al primo piano dello stabile, per poi estendersi ed interessare anche lo studio notarile attiguo, un secondo locale sfitto, il negozio di abbigliamento "Sorelle Ramonda" e il bar "Italiana Caffè Dersut", con sede al piano terra. Nei giorni immediatamente successivi all’incendio furono messi in sicurezza, a scopo precauzionale, anche un negozio di profumeria e un supermercato (entrambi al pian terreno).

L'IPOTESI DOLO. I vigili del fuoco di Padova e Piove di Sacco, che per varie ore si adoperarono per lo spegnimento delle fiamme, accertarono fin da subito la natura dolosa dell’evento, "portato a compimento - si legge in una nota dei carabinieri - con una risolutezza e un’abilità tecnica di elevato livello". I vari sopralluoghi effettuati dai carabinieri permisero, infatti, di rinvenire, all’interno delle macerie del centro estetico, tutto il materiale usato per l’incendio e di accertare la presenza di tre distinti punti d’innesco dai quali si era propagato il fuoco. 

I MOVIMENTI DEL PIROMANE. L’autore del reato si era introdotto nell’immobile attraverso la porta del piano terra, utilizzando le chiavi di cui era già in possesso; era poi salito al piano superiore, entrando nel centro estetico, e lì aveva azionato un sofisticato sistema, costituito, appunto, da tre punti d’innesco azionati con un liquido infiammabile composto da benzina e gasolio, a loro volta attivati da un fornelletto a piastra radiante collegato ad una presa elettrica. La potenzialità offensiva dell’incendio era stata poi intensificata esponenzialmente dall’apertura di due bombole di gas propano da 17 e 15 chili, che avevano generato un’esplosione in grado di devastare, oltre al centro estetico, anche i restanti esercizi del complesso commerciale.

I DANNI. I danni causati dall’evento apparvero fin da subito di ingentissima rilevanza (la quantificazione è tuttora al vaglio dei periti). Ad aggravare la situazione, nei mesi a seguire intervennero il collocamento in cassa integrazione dei 19 commessi del negozio "Sorelle Ramonda" (l'esercizio subì danni per oltre un milione di euro), il trasferimento ad altra sede dello studio notarile e la chiusura delle attività del bar e, recentemente, del supermercato. Ad oggi, nel centro commerciale è rimasta aperta solo una profumeria.

IL PRESUNTO RESPONSABILE. "Proprio la gravità intrinseca del reato e la pesante ripercussione sociale sulla collettività locale portavano l’autorità giudiziaria e i carabinieri di Piove di Sacco a porre il massimo impegno nelle indagini che, dopo vari mesi di attività, conducevano all’identificazione del responsabile in D.Z., gestore del centro estetico 'Charme & Beauty', che ormai da un anno aveva cessato l’attività", si legge ancora nella nota.

LA RICOSTRUZIONE. Dagli elementi raccolti nel contesto investigativo, è emerso che l’indagato avrebbe precedentemente curato la collocazione all’interno del proprio esercizio di tutto il materiale necessario per l’incendio, ovvero due bombole di gas propano, un fornelletto elettrico, taniche di liquido accelerante e una prolunga di filo per l’elettricità. Quindi, nottetempo, eludendo il sistema di video-sorveglianza del complesso commerciale, avrebbe fatto accesso all’immobile azionando il sofisticato dispositivo, per poi allontanarsi dall’area.

LA PERQUISIZIONE E LA POLIZZA "SOSPETTA". Infatti, durante una perquisizione nell’abitazione di residenza dell'arrestato, a Sant’Angelo di Piove di Sacco, i militari dell’Arma hanno sequestrato svariati metri di cavo elettrico di marca e modello identici a quelli del cavo usato per l’incendio. È stato inoltre accertato che l’indagato, nonostante la chiusura del suo centro estetico, aveva inspiegabilmente provveduto ad aumentare i massimali della propria polizza assicurativa, malgrado all’interno custodisse soltanto pochi macchinari.

I MOVENTI. Proprio il tentativo di percepire un risarcimento per i danni alla strumentazione, il cui valore si aggira intorno ai 35mila euro, costituirebbe uno dei moventi del gesto, a cui si andrebbe ad aggiungere "un forte astio nei confronti della società 'Sorelle Ramonda spa', che aveva promosso il suo sfratto esecutivo per morosità'. L'uomo infatti non pagava l'affitto da diversi mesi a causa delle difficoltà economiche e questa situazione lo aveva costretto a chiudere l'esercizio.

L'ARRESTO. In conclusione, alle prime luci dell’alba di lunedì, a coronamento delle investigazioni coordinate dalla Procura della Repubblica di Padova, nella persona del pubblico ministero Benedetto Roberti, è stata data esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Margherita Brunello, con la quale è stata disposta la reclusione in carcere nei confronti di D.Z., al quale vengono contestati i reati di incendio aggravato e fraudolento danneggiamento dei beni assicurati. 

I PRECEDENTI. L’indagato è stato accompagnato negli uffici del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia Carabinieri di Piove di Sacco e, quindi, alla casa circondariale di Padova Due Palazzi. L'uomo, oggi rappresentante di commercio, sposato, con due figli e residenza a pochi chilomentri dal centro commerciale, ha già alle spalle una condanna (ha patteggiato 6 msi) per simulazione reato nel 2013 per un furto perpetrato all'interno del centro estetico per scopi risarcitori. 

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