Caso Arpav, tentata concussione indagato capo dell'Arma in procura

Avrebbe tentato di forzare la mano sulla scelta della nuova sede dell'agenzia. Sotto inchiesta il sottufficiale dei carabinieri, insieme ad un noto avvocato penalista padovano e ad altre 9 persone

Tentata concussione. Nei guai il luogotenente, capo per 25 anni della sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri in procura. Il sottufficiale sarebbe indagato, insieme ad un noto avvocato penalista 70enne di Padova, ai margini di un’inchiesta relativa alla gestione economica dell’Arpav. In particolare, come riportano i quotidiani locali, l’accusa mossa dal pubblico ministero Federica Baccaglini sarebbe di avere fatto pressioni su dove dovesse essere trasferita la nuova sede dell’agenzia ambientale. Gli indagati, al momento sarebbero 11 in totale.

LA SEDE DELL'ARPAV. Tutto è cominciato qualche anno fa, nel 2008. L’Agenzia regionale dell’ambiente era in cerca di una nuova ubicazione, un affare da 30 milioni di euro. Era stata nominata una commissione e sembrava che la scelta dovesse ricadere sul Net Center spa. Una scelta in realtà “pilotata”, secondo il capo d’accusa, proprio dal luogotenente. Indagato per falso, peculato e turbativa d’asta, l’ex direttore generale dell’Arpav si sarebbe dichiarato innocente e vittima, puntando il dito contro il sottufficiale dell’Arma. 

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LE PERQUISIZIONI. A riprova della veridicità delle testimonianze fatte dall’indagato, sono dunque scattati gli interrogatori. Chiamati a parlare, nomi noti del Padovano. Giovedì pomeriggio le perquisizioni, negli uffici del luogotenente e nello studio del legale in riviera Ponti Romani, da parte dei carabinieri del reparto operativo di via Rismondo. Al vaglio degli inquirenti, fascicoli e materiali che possano far luce sull’intricata faccenda. Sull’inchiesta c’è il massimo riserbo, ma, secondo indiscrezioni, i militari avrebbero fatto visita ad altri importanti studi in città.

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