Caso Arpav, "mazzetta" da 300mila euro per nuova sede al Net Center

La somma sarebbe stata promessa da un noto legale padovano all'ex presidente dell'agenzia ambientale per fare pressione sull'acquisto del fabbricato. Indagati in concorso anche il proprietario e il capo dell'Arma in procura

Il Net Center a Padova

Trecentomila euro, forse anche qualcosa di più. Sarebbe questa la cifra promessa all'ex presidente dell'Arpav, Andrea Drago, in cambio del trasferimento dell'agenzia ambientale all'interno del Net Center. Ad offrire la lauta ricompensa in cambio del "favore", un noto avvocato penalista di Padova, avvalendosi della collaborazione del luogotenente capo dell'Arma in procura. Legale, sottufficiale e proprietario dei fabbricati sono indagati in concorso per tentata concussione. Ma, come riportano i quotidiani locali, il sostituto procuratore Federica Baccaglini starebbe valutando se contestare in alternativa il reato di istigazione alla corruzione.

LA "MAZZETTA". L'affare da 30 milioni di euro aveva fatto gola all'imprenditore padovano, che aveva deciso di ottenere a tutti i costi che gli stabili del Net Center, di sua proprietà, venissero acquistati per la costruzione della nuova sede dell'Arpav. Una somma tanto ingente da permettere di pagare la "mazzetta" al presidente Draghi, qualora avesse mosso le sue pedine per far andare in porto il progetto. Nonché di compensare i bracci destri dell'operazione, il legale padovano e il carabiniere, che avrebbero solo dovuto convincere l'allora direttore dell'Arpav ad accettare la proposta. Draghi avrebbe rifiutato di cedere alle "sollecitazioni", prendendo autonomamente la decisione di scartare il Net Center, benché la commissione incaricata della scelta dello stabile avesse deciso di accettare l'offerta. Da lì sarebbero iniziati i guai per Draghi, indagato ormai da 4 anni per turbativa d'asta.   

INTERROGATORI. Nella mattinata di giovedì inizieranno gli interrogatori al comando provinciale dei carabinieri. Saranno ascoltati l'imprenditore e il luogotenente, difesi da Giorgio Gargiulo. L'interrogatorio dell'avvocato penalista sarebbe stato invece rinviato. Ancora ignoto il nome di chi lo assisterà. Fabio Pinelli, già legale per l'inchiesta Arpav iniziale, si sarebbe riservato di accettare l'incarico.

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