Inchiesta “Camaleonte”: condanne anche nel padovano

Condannati con rito abbreviato 32 esponenti dell’inchiesta “Camaleonte” sugli affari di ‘ndrangheta tra le province di Padova, Vicenza, Venezia e Treviso

Con la sentenza emessa lunedì 19 ottobre dal gup veneziano Luca Marini, sono stati condannati con rito abbreviato 32 esponenti dell’inchiesta “Camaleonte” che ha alzato il velo sugli affari di ‘ndrangheta tra le province di Padova, Vicenza, Venezia e Treviso.

‘ndrangheta

La pena più alta è stata inflitta a Michele Bolognino, esponente della cosca Grande Aracri, che è stato condannato a 13 anni e 4 mesi. Condannato anche un altro fratello Bolognino, Francesco, 6 anni e 4 mesi. Per associazione mafiosa sono stati condannati anche alcuni imprenditori veneti come Adriano Biasion, impresario edile di Piove di Sacco (3 anni) e Leonardo Lovo di Camposampiero (2 anni).

Indagini

Il primo filone del processo si conclude oggi, mentre i dibattimento continua su due fronti, uno padovano in corso per reati di associazione mafiosa, tra gli imputati c’è il terzo fratello Bolognino, Sergio, e il calabrese Antonio Genesio Mangone. Un altro filone veneziano per i reati di bancarotta e false fatture. Le indagini, coordinate dalla Dda di Venezia, sono state eseguite dai carabinieri del comando provinciale di Padova.

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