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Il fuoristrada con cui è stata investita (YouReporter) e, nel riquadro, Giulia Spinello (Facebook)

Il fuoristrada con cui è stata investita (YouReporter) e, nel riquadro, Giulia Spinello (Facebook)

La madre di Giulia lancia l'appello "L'omicidio stradale diventi reato"

La donna che ha investito sua figlia è stata condannata a 6 anni e 6 mesi di reclusione. Ma la mamma della studentessa di Santa Giustina in Colle guarda oltre: "Una legge deterrente per chi si mette alla guida"

Non basta, alla madre di Giulia Spinello, la studentessa 21enne investita da un Suv, trascinata per oltre 3 chilometri e uccisa a San Giorgio delle Pertiche, la condanna a 6 anni e 6 mesi di reclusione inferta dai giudici a Margherita Brunello, 63 anni, cui sono stati contestati i reati di omicidio colposo, omissione di soccorso, fuga da incidente e falso ideologico. Vuole di più. Una legge severa, che introduca il reato di omicidio stradale. Una richiesta scritta, nero su bianco, l'appello di una madre straziata dal dolore al governatore del Veneto, Luca Zaia, e al premier Matteo Renzi.

L'INCIDENTE: Una fine straziante - I PUGNI DI GIULIA: Il tentativo della vittima di salvarsi - L'ARRESTO: L'investitrice ai domiciliari - LA CONVALIDA: La 63enne resta ai domiciliari - L'AUTOPSIA: Giulia non è morta subito - IL TESTIMONE: "Il fuoristrada correva ai 100 all'ora" - FAMILIARI IN TV: Lo sfogo della sorella e del fratello - LA SORELLA: Il toccante messaggio su Facebook - I FUNERALI: La madre "Non piangete" - VIDEO: Il ritrovamento del corpo ad Arsego - VIDEO/1: Il fuoristrada danneggiato dall'impatto - VIDEO/2: La lunga scia di sangue sulla strada - VIDEO/3: Il testimone - LA SENTENZA: Condanna a 6 anni e 6 mesi di reclusione

Il testo della lettera:

"Ho dovuto tuttavia riconoscere, a malincuore, come questi giudici, pur nella loro severità, di fronte a morti provocate da incidenti stradali, non possono applicare una pena commisurata alla gravità del reato, fintanto che non verrà introdotto il reato di omicidio stradale, promesso più volte, con pene più severe, che sicuramente non ci ridanno indietro le persone care che abbiamo perso, ma che può diventare un deterrente per chiunque si metta alla guida di qualsiasi veicolo in condizioni psicofisiche non adeguate o conducendo una guida irresponsabile.

Continueremo ad assistere alla morte di tanti innocenti, come Giulia e a chi tocca, tocca. Provare per credere, perché fino a che tocca agli altri, non ci si rende conto, si può solo immaginare, ma poi ognuno rientra nelle sue preoccupazioni quotidiane, dimenticandosi del dolore altrui, ma che potrebbe diventare anche il proprio, prima o poi.

Sapere che ad un determinato reato corrisponde una determinata pena, senza sconti, perché gli sconti hanno il sapore del buon affare, a mio avviso, potrebbe scuotere le coscienze tanto dei giovani che di tutte le persone che si trovano a guidare per la strada, Io continuerò a portare avanti con coraggio la mia battaglia per l’introduzione del reato di omicidio stradale sostenuta dal ricordo e dal sorriso di Giulia. Urgono leggi chiare e feree per fermare quella che sta per diventare una guerra quotidiana sulle strade, basti pensare agli ultimi 5 bambini travolti e uccisi sulle strisce pedonali o lungo la strada”.

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