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Chiara Gemmo (foto Facebook)

Chiara Gemmo (foto Facebook)

Incidente in Bolivia, "Uno dei luoghi più belli del mondo si è portato via la mia Chiara"

Affida il suo dolore ad un post su Facebook, il papà di Chiara Gemmo, la ricercatrice di Montagnana rimasta vittima, sabato notte, di un tragico schianto nel Salar de Uyuni

È inimmaginabile il dolore che può provare un genitore alla notizia della morte di un figlio. Il papà di Chiara Gemmo, la ricercatrice 26enne di Montagnana morta in Bolivia in un tragico incidente avvenuto sabato notte sulla strada del Salar de Uyuni, il più grande deserto di sale del mondo, ha affidato la sua composta disperazione alla propria pagina Facebook. "È qui che si può ammirare uno degli scorci panoramici più belli di tutto il pianeta: il Salar de Uyuni", così inizia il post: una decina di righe a descrivere uno dei posti più suggestivi del pianeta; poi la chiusa, amara: "Uno dei luoghi più belli del mondo si è portato via la mia Chiara, uno dei miei tre tesori".

IL CORDOGLIO DELL'ATENEO. Chiara era una studentessa del dottorato di ricerca in Scienze biomediche e biotecnologiche dell'università di Ferrara. Con queste parole, l'Ateneo ha voluto ricordare la giovane:

"Chiara lascia un vuoto incolmabile, considerando la sua competenza, il suo entusiasmo e la sua dedizione alla scienza che l’avevano portata ad intraprendere un periodo importante di ricerca presso la Cornell University di New York negli Usa su progetti di terapia genica della talassemia, coordinati dal professor Stefano Rivella. Il professor Roberto Gambari, direttore del dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie, ne ricorda i risultati della ricerca ottenuti a Ferrara sull’identificazione di nuove molecole per il trattamento personalizzato della talassemia. Tutto il gruppo di ricerca del quale Chiara faceva parte avrà come obiettivo quello di concludere in sua memoria le ricerche con tanto successo intraprese. Così esprime il proprio cordoglio anche il professor Francesco Bernardi, coordinatore del dottorato Sbb: 'In questo anno orribile per i dottorandi italiani nel mondo possiamo solo unirci all''immenso dolore della sua famiglia, dei suoi amici e di quanti l'hanno conosciuta ed apprezzata per le sue qualità. Quare mors immatura vagatur?'. Gli studenti e tutta la comunità accademica dell’ateneo ferrarese desiderano esprimere la propria commozione e comunicare alla famiglia di Chiara affettuosa vicinanza e partecipazione".

L'INCIDENTE. Chiara, sabato notte, viaggiava su un furgoncino con a bordo altre sette persone. A provocare il ribaltamento del mezzo e il decesso di cinque dei suoi occupanti, sarebbero stati l'eccessiva velocità o lo scoppio di uno pneumatico. Oltre alla giovane padovana, sono morti altri 4 ragazzi, tre di nazionalità belga e un peruviano. Feriti due peruviani. Il conducente del mezzo, un 24enne boliviano, si trova in stato di fermo.

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