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Incidenti mortali in crescita: in Veneto oltre cento vittime in nove mesi

Secondo i dati raccolti dal sito Cronacastradale, tra gennaio e settembre nelle province di Padova, Venezia e Treviso il numero di vittime è salito rispetto allo scorso anno

Dal punto di vista della sicurezza stradale, il 2018 si preannuncia come un anno peggiore del 2017 per il territorio veneto. Dal 1 gennaio al 30 settembre sono morte 101 persone nelle province di Padova, Treviso e Venezia: una media di 2,5 vittime a settimana, in rialzo sul 2017 quando la media si attestava poco sopra i 2 sinistri mortali ogni sette giorni. Sono dati raccolti dal sito www.cronacastradale.it, il portale nato da un'iniziativa del giornalista Giacomo Molucchi e realizzato grazie alla borsa di studio "Massimiliano Goattin" promossa dall'Ordine dei giornalisti del Veneto. 

I numeri

Solo in una parte di questi incidenti (circa il 20%) si può affermare con certezza che la vittima non ha alcuna responsabilità. Per oltre la metà dei casi vi è un concorso di più fattori. In circa il 30% delle morti su strada però si può constatare che la vittima ha avuto la responsabilità principale nell'incidente. I sinistri sono uniformemente distribuiti in tutte le province: 36 vittime nel Padovano e altrettante nel Veneziano, 29 nella Marca. Agosto è stato il mese peggiore, con 33 incidenti mortali. "Nonostante le campagne di sensibilizzazione alla sicurezza - commenta Molucchi - il nostro territorio mantiene un trend costante per quanto riguarda gli incidenti stradali. Nel 2017, hanno perso la vita nelle strade dell'area complessivamente 115 persone. E purtroppo quest'anno sta andando peggio".

Le cause

La prima causa è la mancata percezione del rischio. La guida non è considerata un'attività particolarmente pericolosa. Basti pensare che a livello nazionale, i dati dicono che l'introduzione del reato di omicidio stradale non ha comportato una riduzione sensibile degli incidenti (l'esatto contrario di quanto avvenne anni fa con l'introduzione della patente a punti). Sembra assurdo, ma è come se avessimo più paura di perdere punti sulla patente che di morire o uccidere un'altra persona. Come è possibile? Perché, sotto sotto, non crediamo che possa capitare proprio a noi. E quindi non correggiamo i nostri difetti di guida: la velocità, il rispetto della precedenza, l'attenzione.

Gli "incidenti grigi"

"Ho iniziato a definire incidente grigio i sinistri con esito mortale a cui è difficile dare un spiegazione - continua Molucchi - Abbiamo uscite di strada avvenute in momenti di buona visibilità, senza segni di frenate o impatto con altri veicoli. Abbiamo improvvise invasioni di corsia. Manovre che, a posteriori, sono prive di motivazione. E chi le ha provocate non è più qui per darci la sua versione dei fatti. Spesso, in mancanza di altre ipotesi, si è costretti ad ipotizzare il malore alla guida. Ma temo che nella maggior parte dei casi la causa di questi incidenti sia una distrazione all'interno dell'auto, forse perchè il guidatore ha distolto gli occhi dalla strada. E sto pensando, ovviamente, all'uso di smartphone alla guida".

Come contrastare gli incidenti stradali

"L'unica arma che abbiamo è l'informazione e l'educazione stradale. Ma non mi riferisco solo ai neopatentati. Il monitoraggio conferma che nel nostro territorio a provocare la maggior parte degli incidenti mortali non sono i giovani, ma sono soprattutto persone di mezza età, guidatori con esperienza, che stanno percorrendo una strada conosciuta, durante il giorno. Proporzionalmente, sono poche le persone che, da noi, perdono la vita per un incidente notturno, o per guida in stato di ebbrezza. Il nostro primo nemico è, semplicemente, la distrazione".

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