Perquisizioni della Finanza nel campo di Conetta: nel mirino la coop padovana Edeco

Si indaga per associazione a delinquere nella frode in pubbliche forniture. Fiamme gialle anche nella sede della Cooperativa a Battaglia Terme. Nell'inchiesta due funzionari della Prefettura

Terremoto all'orizzonte per quanto riguarda il sistema di ospitalità dei migranti. O meglio, il terremoto non riguarderebbe il "sistema ospitalità", bensì il modo con cui i servizi sono stati erogati dalla cooperativa padovana “Edeco” all'interno dell'ex base di Conetta, dove all'alba di giovedì si sono presentati gli agenti della Nucleo di polizia economico-finanziaria di Venezia della guardia di finanza. Sono state chiesti ai responsabili una serie di documenti utili a ricostruire ciò che negli ultimi mesi è accaduto all'interno dell'ex compendio militare. Le perquisizioni sono continuate fino alle 16.30 circa, quando quattro o cinque auto delle fiamme gialle sono state viste allontanarsi da Conetta.

LE SOMME.

Gli accertamenti nella sede della cooperativa che gestisce l'ospitalità nel campo, situata a Battaglia Terme nel Padovano, si sono invece conclusi ben prima. Sono indagate quatto figure apicali della coop, tra cui la legale rappresentante. "Pensavamo fosse un controllo di routine, ci hanno chiesto i documenti e se ne sono andati", è stato spiegato da Simone Borile, che risulta tra gli indagati, il quale sottolinea di non riuscire a farsi un'idea sul punto su cui vertono le indagini. Nulla faceva presagire un accertamento dai controlli ben più ampi: l'inchiesta, coordinata dal procuratore capo Bruno Cherchi, intende far luce sugli effettivi servizi erogati a Conetta e se quindi il contratto d'appalto firmato dalla cooperativa sia stato effettivamente rispettato. Si parla di somme ingenti: le risorse verrebbero erogate in base al numero di richiedenti asilo ospitati, e tenendo conto che l'estate scorsa nell'ex base vivevano circa 1.500 migranti, sotto i riflettori sarebbero finite cifre elevate. L'indagine - riferiscono le fiamme gialle con una nota diffusa nel pomeriggio di giovedì - riguarda i reati di associazione a delinquere nella frode in pubbliche forniture. Non solo.

DUE INDAGATI.

Sono scattate perquisizioni anche nei confronti di due funzionari della Prefettura di Venezia, per i quali sussisterebbe il reato di rivelazione di segreto d'ufficio, nonché l'acquisizione di documentazione sempre negli uffici di Ca' Corner. Le indagini sono finalizzate alla verifica dei rapporti tra la struttura di accoglienza e gli uffici pubblici deputati al controllo, nonché alla corretta esecuzione del contratto di appalto di accoglienza dei migranti richiedenti asilo internazionale al centro di Cona. Le attività, coordinate dal procuratore Bruno Cherchi, sono effettuate "in sinergia e collaborazione con il prefetto Carlo Boffi".

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I CONTROLLI.

In sostanza, gli inquirenti intendono stabilire se le risorse messe sul piatto dalla Prefettura per effettuare numerosi interventi nella struttura e per mantenere gli standard di vita dei richiedenti asilo a un livello accettabile siano state effettivamente spese con questo obiettivo. Il "gettone" quotidiano per i profughi (i famosi 35 euro circa) viene erogato direttamente dal ministero dell'Interno, per le altre necessità si passa attraverso la Prefettura, che è braccio operativo dello Stato sul territorio. E proprio da Ca' Corner sarebbero scattate le "imbeccate" per anticipare eventuali controlli nell'ex base. Con ogni probabilità sarebbe questo il motivo per cui si starebbe configurando il reato di violazione di segreto d'ufficio. La vicenda rischia di pesare anche sul futuro rinnovo dell'appalto della gestione del campo di Conetta: la Edeco da mesi oramai sarebbe stata in regime di proroga, poiché i termini erano scaduti.

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