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Indignados in piazza

Indignados in piazza

Indignados: dal 10 novembre due mesi di occupazione in Prato

I giovani "indignati", legati al Movimento studentesco, pianteranno le tende in Prato della Valle fino al 10 gennaio. Vogliono contestare le politiche dei paesi occidentali, che li obbligano a pagare i costi della crisi economica

Gli Indignados, promotori dell’iniziativa che lo scorso 15 ottobre a Roma è poi degenerata in guerriglia urbana, fanno tappa anche a Padova. Da giovedì 10 novembre, alle 18.30, studenti universitari e giovani precari andranno in Prato della Valle per reclamare contro recessione, tagli e disoccupazione.

LA PROTESTA. Due mesi di occupazione e contestazione con l’obiettivo di rivendicare il diritto a una vita più dignitosa. La manifestazione, promossa dal Movimento studentesco patavino, si protrarrà fino al 10 gennaio sulla scia di quanto sta già accadendo in altri paesi europei e alcune città statunitensi (New York), dove gli indignati stanno invadendo le piazze cittadine per opporre il proprio dissenso alle misure intraprese dai governi in materia di politica economica.

IL PRATO. Non a caso, come “teatro” dell’evento, è stata scelta l’Isola Memmia, cuore e simbolo di Padova, in cui i giovani pianteranno le loro tende. Gli studenti, però, chiedono a tutti di scendere in piazza per dire “no” a una crisi procurata dai cosiddetti poteri forti.

IL SOCIAL NETWORK. In Italia, gli Indignados hanno già fatto breccia a Trieste e Avellino. Tutto è nato su Facebook che molti ragazzi padovani hanno adottato come spazio libero per la diffusione d’informazioni ed esprimere il proprio disappunto dinnanzi alla presunta immobilità del mondo politico.

L’APPUNTAMENTO. Per l’intera giornata di venerdì 11 novembre, il gruppo degli “Indignados Italia”, tramite la sua pagina Facebook, invita i cittadini ad aggregarsi in piazza per ritrovare il gusto di conoscere gente nuova e scambiarsi opinioni di qualsiasi genere essi vogliano. In questo modo “Occuperemo noi stessi”, riappropriandoci di quanto ci è stato tolto del nostro essere sociale, portando a isolarci in tanti piccoli mondi estranei gli uni agli altri”.
 

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