Dall'arresto cardiaco alla "prelibata" riconoscenza: la storia di Michele

Colpito da infarto, è stato provvidenzialmente rianimato all'ospedale di Camposampiero dall'équipe del dottor Stefano Vido: per ringraziarli ha donato una cesta di prodotti alimentari

Il pacco coi prodotti alimentari, la lettera di ringraziamento e il tracciato con il cuore che si ferma

Quel che il 7 gennaio scorso è capitato a Michele sta scritto nella registrazione telemetrica consegnata dai sanitari al momento della dimissione. Perché l'oscillazione del battito cardiaco, all’improvviso, diventa una linea piatta. Il che vuol dire solo una cosa: il cuore si è fermato.

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La vicenda

Era stato trasportato in ambulanza al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Camposampiero solo poche ore prima, per via di episodi di sincope reiterata. L’elettrocardiogramma non riscontra però alcuna anomalia, così Michele viene tradotto senza particolari disturbi in Osservazione Breve Intensiva per il monitoraggio telemetrico. Lì, dopo pochi minuti, l’arresto cardiaco. Sono il medico di Pronto Soccorso Stefano Vido, il cardiologo Pietro Turrini, l’infermiere Samuele Businello e l’operatore sociosanitario Alessandro Badin a portare d’urgenza il paziente in Shock Room per la rianimazione cardiopolmonare a “tempo zero”, senza il minimo ritardo. Michele riprende così i sensi e viene trasferito all’Ospedale di Cittadella per l’applicazione di un pacemaker. Dopo pochi giorni viene dimesso non solo senza postumi, ma vedendosi anche definitivamente risolto il problema delle frequenti sincopi con cui conviveva sin dalla giovane età. La riconoscenza per aver avuto salva la vita trova espressione nella cesta di prelibatezze che Michele ha recapitato all’équipe di Pronto Soccorso, accompagnata da poche, sincere righe di gratitudine: "Io e la mia famiglia ringraziamo per la professionalità e la competenza dimostrata”. Buona vita Michele!

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