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I carabinieri nel corso del sopralluogo nella filiale dell'azienda a Solesino

I carabinieri nel corso del sopralluogo nella filiale dell'azienda a Solesino

Schiacciato dal macchinario durante il turno di lavoro. I sindacati: «Non doveva stare lì»

La conta dei feriti in seguito a incidenti sul lavoro non accenna a diminuire e il mese di giugno sembra già confermare il trend di maggio. Il 55enne è finito all'ospedale

La manutenzione della macchina, poi qualcosa che va storto e in un attimo il busto è compresso sotto chili di metallo. Si è concluso anzitempo su una barella all'ospedale di Schiavonia il turno di lavoro di un 55enne padovano, vittima dell'ennesimo infortunio in provincia. I tecnici dello Spisal stanno analizzando la dinamica, ma Fiom e Fim segnalano: «Non sarebbe dovuto essere lì, quel macchinario è sotto osservazione da anni».

Il ferito

Lunedì mattina l'uomo, residente a Stanghella, era da poco arrivato nella sede della Epta Spa a Solesino, colosso nella produzione di impianti refrigeranti dove è assunto come operaio. Attorno alle 9 stava effettuando un controllo su un macchinario per piegare la lamiera, quando vi è rimasto incastrato con l'addome. A chiamare d'urgenza il 118 sono stati colleghi e responsabili della ditta, richiamati dalle sue grida. I paramedici lo hanno estratto e trasferito all'ospedale di Monselice dove gli sono stati riscontrati un trauma da schiacciamento e alcune lacerazioni superficiali. Dimesso alle 13, dovrebbe riprendersi in una decina di giorni.

I rilievi

Intanto in via dell'Industria sono intervenuti i carabinieri di Solesino e i tecnici dello Spisal. Spetterà a loro capire come sia avvenuto l'incidente e se vi siano eventuali responsabilità, come pure se tutte le norme di sicurezza siano state rispettate. Dopo nove gravi infortuni nel solo mese di maggio, anche giugno in soli tre giorni ha fatto registrare il primo ferito.

La denuncia dei sindacati

Fiom e Fim sono in attesa dell'esito degli accertamenti, ma sulla macchina che ha causato il ferimento dell'uomo tengono a fare una precisazione. «Da anni i lavoratori ci segnalano che quello specifico macchinario viene utilizzato senza gli appositi blocchi, quindi senza rispettare le norme di sicurezza. Più volte lo abbiamo fatto presente all'azienda, che ad oggi però non ha provveduto ad alcuna riparazione». La macchina sarebbe sprovvista del sistema che impedisce agli operai di entrare nell'area dove il 55enne, capo del suo reparto, si trovava al momento dell'incidente. «Se non funzionino o siano stati rimossi spetterà ai tecnici stabilirlo. Come resta da capire perché l'operaio si trovasse lì in quel momento» spiegano. Lunedì pomeriggio alle 16 i sindacati hanno indetto uno sciopero di un'ora a cui hanno partecipato circa 80 dei 190 operai dell'azienda. «Lasciamo che le indagini tecniche facciano il loro corso. Se l'azienda non prenderà le dovute precauzioni torneremo a farci avanti» promettono.

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