'Basta bimbi che muoiono dimenticati in auto' Dopo 30 minuti i nidi chiameranno i genitori

L'iniziativa di Assonidi "Scusa se insisto": una telefonata o un sms dalle scuole aderenti, per accertarsi che mamma e papà siano a conoscenza dell'assenza dei loro piccoli

Parte l'iniziativa di Assonidi Ascom "Scusa se insisto": una telefonata o un sms per evitare le morti dei bambini dimenticati in auto. Èsuccesso di nuovo qualche giorno fa in provincia di Arezzo: una bimba di 18 mesi è stata “dimenticata” dal genitore in auto ed il caldo l’ha uccisa. Un caso, l’ultimo, di una tragica serie con la quale sono costrette a confrontarsi le cronache.

GLI ESPERTI. E, ogni volta, le stesse domande: “Possibile?” “Si poteva fare qualcosa?”. Sul “possibile” gli esperti concordano: “Possibile nei genitori vittime di amnesia dissociativa, patologia che porta ad una perdita completa delle nozioni del tempo e del ricordo”, mentre sul “si poteva fare qualcosa” arriva l’iniziativa di Assonidi, l’associazione degli asili privati per la primissima infanzia aderenti alla Confcommercio che in ambito locale fa capo all’Ascom.

L'INIZIATIVA. “Chi non è proprio giovanissimo - spiega la presidente di Assonidi Ascom Padova, Elisabetta Rampazzo - ricorderà lo spot che vedeva Massimo Lopez ritardare l’azione di un ipotetico plotone di esecuzione dal momento che “una telefonata - diceva - ti allunga la vita”. Noi faremo lo stesso: in assenza di una comunicazione preventiva da parte dei genitori che segnali l’assenza del bimbo (per malattia o quant’altro), al termine di un tempo che abbiamo individuato in 30 minuti dall’ora limite per l’accettazione dei bambini, cominceremo a chiamare i genitori con telefonate in voce, sms, whatsapp o comunque qualsiasi strumento che riterremo idoneo per disporre di informazioni precise da parte della famiglia”.

I NIDI. Un pressing a fin di bene e non per nulla l’iniziativa si chiama ”Scusa se insisto”. “Magari qualcuno potrà giudicarlo eccessivo – continua la presidente Rampazzo – ma credo che la vita di un bimbo giustifichi ampiamente una verifica che, peraltro, speriamo non debba mai scontrasi con un fatto reale”. In altre parole: sempre meglio prevenire. “Ai nidi che aderiranno a “Scusa se insisto” – conclude Rampazzo – rilasceremo un apposito attestato che certificherà la loro adesione al progetto e, quindi, l’impegno a contattare le famiglie che non hanno provveduto a comunicare l’assenza del bambino”.

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