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Legambiente: allarme Pm10 e ozono a Padova, dati preoccupanti

Il dossier consuntivo smog 2015, redatto dall'associazione ambientalista, delinea una situazione critica per quanto riguarda l'inquinamento in città

Dopo le anticipazioni dei giorni scorsi, la conferma arriva dall'analisi redatta nel "Dossier consuntivo smog 2015": Padova mai così inquinata. L'associazione Legambiente, sulla base dei dati Arpav, spiega come l'inquinamento in città non era a livelli così preoccupanti dal 2007.

PM10. Per quanto riguarda il Pm10, l'inquinante più pericoloso, ”nel 2015 ha registrato una media annuale di oltre 46,2 microgrammi per metro cubo d’aria, quando il limite di legge è di 40 microgrammi", spiega Lucio Passi, portavoce dell'associazione ambientalista di Padova. Un dato così alto non si registrava dal 2007, quando la media fu di 47,8 microgrammi.

SFORAMENTI. Altro dato preoccupante è quello relativo agli sforamenti il cui limite di legge giornaliero che è di 50 microgrammi per metro cubo da non superarsi per più di 35 giorni in un anno. "Nella centralina di rilevamento situata alla Mandria - continua Passi - le poveri sottili  nel 2015 hanno totalizzato 87 superamenti, 86 in quella dell’Arcella e 84 in qulla di Granze".  Nel 2015 hanno superato il numero totale dei superamenti di tutto il 2014 e del 2012.

OZONO. Agli sforamenti delle polveri sottili si sommano queli dell'ozono. Nel 2015  sono stati registrati 53 superamenti del limite per la protezione della salute umana da non superarsi più di 25 giorni all’anno per tre anni consecutivi, "cosa che purtroppo è puntualmente avvenuta", sottolinea Passi.

PROVVEDIMENTI. "A fronte di una situazione così grave per la salute pubblica ci aspetteremmo provvedimenti efficaci e strutturali", continua il portavoce di Legambiente Padova "prima di tutto dal sindaco, per legge il primo responsabile della salute dei suoi cittadini, e poi da Provincia e Regione".

TRASPORTO PUBBLICO. “Il toro che va preso per le corna – ribadisce Passi -  è quello di limitare sempre e radicalmente il traffico autoveicolare privato, che a Padova è la fonte primaria dello smog, visto che le caldaie per il riscaldamento sono quasi tutte alimentate a metano (che produce pochissime polveri). Cosa che si può fare solo se il TPL (trasporto pubblico locale) diventase una reale alternativa all’auto. Serve un trasporto pubblico più capillare, rapido, comodo ed affidabile, ma per questo servono massicci investimenti.

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