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Inquinamento, sforamenti di ozono a Padova due volte fuori legge

Legambiente denuncia che per ben 50 giorni, su un limite normativo di 25 l'anno, in città è stata superata la concentrazione massima di 120 microgrammi di gas. L'associazione chiede controllo e moderazione del traffico

Mancano ancora poco meno di quattro mesi alla fine del 2013 che a Padova è già stato "doppiato" il numero di giorni di superamento del limite dell’ozono ammesso dalla legge che è di 25. Già 50 i giorni in cui si sono sforati i 120 microgrammi di presenza di gas. A denunciare la situazione è Lucio Passi, portavoce di Legambiente.

LE CONSEGUENZE PER LA SALUTE. Passi spiega che "oltre ai noti effetti acuti dovuti ad alte concentrazioni d’ozono, dai 180 microgrammi in su, vanno tenuti in grande considerazione anche i danni sul lungo periodo provocati dall’esposizione a minori, ma ripetute, concentrazioni d’ozono. Per esempio, ripetute esposizioni all'ozono dei polmoni in fase di sviluppo dei bambini possono portare ad una riduzione della funzione polmonare una volta adulti. Inoltre, l'esposizione all’ozono degli adulti può accelerare il naturale processo d’invecchiamento della funzione polmonare".

PM10 E SOLUZIONI. Il portavoce di Legambiente ricorda quindi che, con l'autunno, "rientreremo nella fase acuta dell’inquinamento da polveri sottili (Pm10) che si manifesta più frequentemente nei mesi più freddi. Ozono e Pm10 sono causati da tutto il traffico veicolare – e non solo i camion di moldavi e rumeni come sembra sostenere l’assessore regionale Maurizio Conte -  che va disincentivando globalmente. Bisogna iniziare a lavorare almeno sul controllo e moderazione del traffico in entrata in città (250mila spostamenti al giorno): questo si può fare con l’Ecopass o con il sistema dei crediti degli accessi: un monte-accessi gratuiti alla città, superato il quale il “cityuser” deve scegliere se usare mezzi sostenibili (bicicletta, trasporto pubblico, carpooling, carsharing ecc.) o comprare nuovi accessi, che finanzieranno il potenziamento della rete dei trasporti alternativi.Si abbassi inoltre il limite di velocità a 30km orari in tutta la città per garantire maggiore sicurezza a pedoni e ciclisiti, incentivando così spostamenti senz’auto per i percorsi urbani".
 

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