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IOV, maxi truffa: organizzazione si intascava fondi destinati alla "ricerca"

Un'associazione per mesi ha telefonato ad ammalati e cittadini chiedendo fondi a nome dell'Istituto Oncologico Veneto che però, non era al corrente di nulla. Partite le denunce, Carabinieri e Guardia di finanza stanno smascherando la truffa

C’era un call center, delle centraliniste e perfino i fattorini. Era proprio ben organizzata l’associazione che telefonava a cittadini, ammalati e familiari, per chiedere loro soldi da dare in beneficienza all’Istituto Oncologico Veneto e riscuoterli poi di casa in casa.

Peccato che l’Istituto di questa fantomatica raccolta fondi, durata mesi e mesi, non ne sapesse proprio nulla e anzi più di qualche volta aveva sollecitato i cittadini a fare attenzione.

E così dopo mesi di ricerche e indagini, partite grazie alle denunce dello stesso Iov, Carabinieri e Guardia di Finanza sono riusciti a venire a capo di quella che ha tutta l’aria di essere una (vergognosa) truffa e identificare alcuni di coloro che lavoravano nell’associazione con sede a Chiesanuova.

Chiaro il responsabile della comunicazione del Centro Bandoli: “Le offerte da noi vengono fatte attraverso conti correnti bancari, non certo porta a porta. Da qualche giorno si possono trovare banchetti in centro che vendono mini panettoni il cui ricavato va allo Iov. Ma si tratta di banchetti visibili e chiediamo 3 euro, fornendo anche la ricevuta a chi ce lo chiede. Insomma, tutto è fatto alla luce del sole”.


 

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