Cronaca

Protesta aspiranti medici famiglia "Il concorso? Un bluff, si copiava"

Mercoledì della scorsa settimana si è svolta, anche a Padova, la prova di ammissione per la scuola di medicina generale. Sui social impazza la polemica per presunte irregolarità. Le associazioni chiedono chiarezza

Sul web si parla di "concorso bluff".  Incriminata la prova di ammissione alla scuola di medicina generale, svoltasi mercoledì della scorsa settimana. Il test, nazionale, è stato gestito localmente nelle singole regioni. In Veneto, sono state le due sedi padovane del policlinico e di Legnaro ad ospitare i candidati. Ebbene, appena usciti dalle aule, i giovani aspiranti medici di famiglia hanno dato il via ad una lunga serie di polemiche, scatenate sui social network oppure inviate direttamente agli enti preposti. Le prove sarebbero avvenute nel più totale caos: borbotti tra i banchi, smartphone accesi e consultabili, passaggio di informazioni.

FEDERSPECIALIZZANDI. Dura la reazione di Federspecializzandi, che sul suo sito dichiara di prendere posizione "in merito ai disservizi ed alle presunte irregolarità registratesi nel corso delle selezioni per l’accesso ai corsi regionali di formazione specifica di medicina generale:  le Regioni congelino le correzioni delle prove e la pubblicazione delle graduatorie di merito sino a quanto non verrà fatta chiarezza - si legge nel comunicato - chiediamo che il ministero della Salute invii i propri ispettori per garantire indagini imparziali".

SMI. Lo Smi, che in questi giorni sta raccogliendo segnalazioni da parte di diversi giovani medici, "sta valutando la possibilità di avviare una azione giudiziaria collettiva e chiede l'intervento urgente delle istituzioni". Il sindacato ricorda anche la prossima sessione di ammissione di ottobre: "La sanità non ha bisogno di scandali di questo tipo, i giovani medici hanno diritto a procedure trasparenti, a concorsi basati sulla meritocrazia e non sulla 'truffocrazia'".

SIGM. Secondo il Sigm (Segretariato italiano giovani medici) ci sarebbero state "gravi carenze organizzative all’origine di altrettanto gravi criticità gestionali (non adeguata sorveglianza, mancata verifica del possesso di smartphone, tablet, mancata previsione di depositare le borse fuori dalle aule, tempi dilatati nell’espletamento delle procedure di riconoscimento dei candidati, sforamento dei tempi per la consegna delle prove a quiz, concessione del permesso di uscire e rientrare durante le svolgimento delle prove), in ciò contravvenendo a quanto previsto dai bandi. Sono mancate le condizioni ambientali, organizzative e gestionali minimali per lo svolgimento di un pubblico concorso".

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