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Manuela Cacco, Freddy e Debora Sorgato

Manuela Cacco, Freddy e Debora Sorgato

Isabella Noventa, indagini chiuse: Freddy, Debora e Cacco tutti accusati di omicidio

Il pm Falcone ha notificato la chiusura delle indagini per il caso della 55enne segretaria di Albignasego, scomparsa da gennaio. Alla tabaccaia viene contestato anche lo stalking

Omicidio volontario premeditato in concorso e occultamento di cadavere. Sono le accuse contestate a Freddy Sorgato, sua sorella Debora e alla tabaccaia di Camponogara Manuela Cacco dal pm Giorgio Falcone che, venerdì, ha notificato agli avvocati la chiusura delle indagini sul caso della morte di Isabella Noventa, la segretaria 55enne di Albignasego, che sarebbe stata uccisa lo scorso gennaio e il cui corpo non è stato mai ritrovato. Tutti colpevoli, quindi, per la pubblica accusa, i tre indagati in carcere dallo scorso febbraio. Alla Cacco, inoltre, viene contestato anche il reato di stalking. Perché venga celebrato il processo, il prossimo step sarà il rinvio a giudizio degli indagati, che potrebbe arrivare entro le prossime festività natalizie. 

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IL GIALLO IN SINTESI. Due giorni dopo il fermo, il camionista, amante del ballo e con una tormentata storia d'amore alle spalle con Isabella Noventa, aveva riferito agli inquirenti di avere ucciso accidentalmente la donna durante un gioco erotico finito in tragedia. L'uomo aveva spiegato di essersi disfatto del corpo gettandolo nel Brenta, tant'è che, nelle settimane successive, il fiume era stato scandagliato in ogni suo punto (nelle ricerche aveva anche perso la vita il sommozzatore Rosario Sanarico). Una versione dei fatti che discorda, però, da quella resa dalla tabaccaia, anche lei legata sentimentalmente al ballerino e rivale in amore di Isabella, finché fu in vita (la donna è infatti indagata anche per il reato di stalking nei confronti della segretaria). Secondo Manuela Cacco, infatti, indagata ma anche principale accusatrice, ad uccidere la 55enne sarebbe stata Debora, a colpi di mazzetta; sempre Debora, quella notte, le avrebbe riferito di averla assassinata, per poi invitarla ad eseguire la messinscena travestita da Isabella per depistare le indagini. Sarebbe quest'ultima parte del racconto reso dalla Cacco a non essere pienamente credibile: secondo gli inquirenti, pur non avendo ammazzato materialmente la sfortunata segretaria, la tabaccaia sarebbe stata a conoscenza del piano, insomma avrebbe saputo che Isabella quella notte sarebbe morta.

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