Caso Isabella, durante la perquisizione trovati 124mila euro in mazzette e 2 pistole

Il maresciallo legato a Debora, indagata per l'omicidio della segretaria di Albignasego, avrebbe chiesto di verificare del materiale rinvenuto nella propria abitazione: 124mila euro in mazzette e due pistole mai denunciate

Freddy e Debora Sorgato e Manuela Cacco

Nuovo colpo di scena nel caso di Isabella Noventa, la segretaria 55enne di Albignasego scomparsa il 15 gennaio scorso e per il cui omicidio sono indagati Freddy Sorgato, sua sorella Debora e Manuela Cacco. Proprio mentre quest'ultima veniva ascoltata in carcere dal pubblico ministero Giorgio Falcone e dal capo della squadra Mobile di Padova Giorgio Di Munno (gli interrogatori dei due fratelli sono stati annullati), gli investigatori hanno perquisito da cima a fondo l'appartamento di Debora e quello del compagno, un maresciallo dell'Arma dei carabinieri.

PERQUISIZIONE DA DEBORA E COMPAGNO. Si è trattato di una perquisizione inaspettata, come riportano i quotidiani locali, voluta dallo stesso militare (l'uomo non è indagato) legato sentimentalmente alla donna in carcere per l'uccisione di Isabella: nella propria abitazione, nella stessa palazzina in cui si trova anche quella di Debora Sorgato, l'uomo avrebbe rinvenuto degli scatoloni appartenenti alla compagna (che frequentava casa sua) che potrebbero contenere elementi utili alle indagini sull'omicidio della segretaria di Albignasego.

OGGETTI RITROVATI. Quanto rinvenuto all'interno della casa potrebbe rappresentare una vera e propria svolta nelle indagini: 124mila euro in mazzette chiuse all'interno di una scatola nascosta nell'armadio usato da Debora e due pistole, una berretta 65 con il colpo in canna e una Astra spagnola con 51 proiettili. Le due armi non sono mai state denunciate e sono state sequestrate a carico della donna, che ora è indagata anche per riciclaggio e detenzione illecita di armi. Il militare invece non risulterebbe indagato.

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MANUELA CACCO. Nel frattempo, Manuela Cacco, "molto provata" dal carcere (avrebbe perso parecchi chili), ha ricostruito la propria versione dei fatti in un nuovo interrogatorio. "La lontananza dai suoi cari sta pesando molto - ha spiegato l'avvocato Alessandro Menegazzo - non c'è stata alcuna confessione - ha sottolineato il legale - ha solo ribadito di non aver mai visto il corpo di Isabella Noventa e ancor meno di sapere che fine abbia fatto. Ha risposto alle domande del pm e ha fatto alcune precisazioni sulle sue dichiarazioni già rese nelle scorse settimane". La donna ha quindi ribadito di aver dato solo la sua disponibilità a Freddy per prestarsi alla messinscena di passeggiare per il centro di Padova con addosso un giaccone bianco di Isabella. "Non c'entro con l'omicidio, non sapevo cos'era successo", queste le parole di Manuela Cacco. Più volte l'emotività avrebbe raggiunto l'apice, inducendola a piangere: "Sono finita in una storia più grande di me", avrebbe ripetuto. I magistrati hanno cercato di appurare più dettagli possibile della notte del delitto, con l'intento di mettere insieme le tessere di un puzzle che ancora ha dei buchi. Il più importante dei quali è capire dove si trovi il cadavere di Isabella Noventa, cercato senza esito in queste settimane.

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