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Omicidio di Isabella Noventa, i tre imputati chiedono tutti il rito abbreviato

Si è chiusa così l'udienza preliminare di venerdì a Padova: sia i fratelli Sorgato, sia Manuela Cacco hanno deciso di non andare a dibattimento. Sconto di un terzo della pena

Una scelta che era nell'aria da tempo. Perlomeno per alcuni dei protagonisti dell'inchiesta. Alla fine sia i fratelli Freddy e Debora Sorgato, sia la tabaccaia di Camponogara, Manuela Cacco, hanno chiesto il rito abbreviato durante l'udienza preliminare di venerdì davanti al giudice in merito all'omicidio di Isabella Noventa. Ciò avrà due conseguenze: in primis per nessuno degli imputati ci sarà un dibattimento in aula. Il giudice si baserà solo sulle carte presentate dalla Procura e quelle dei legali difensori. Tempi ben più celeri dunque per arrivare a una sentenza. Quest'ultima sarà diminuita di un terzo, almeno per quanto riguarda la soppressione di cadavere. Permane, invece, il rischio ergastolo, qualora venisse accertata, nei confronti degli imputati, l'accusa di omicidio premeditato. 

TUTTI GLI IMPUTATI AD ABBREVIATO. Se il gup del Tribunale di Padova Tecla Cesaro ha accettato la richiesta di rito abbreviato, ha respinto, invece, la richiesta della difesa di Manuela Cacco, che aveva pensato ad un rito abbreviato, condizionato però all'audizione della figlia della donna. Il giudice ha fissato anche alcune delle prossime udienze. La data della sentenza potrebbe essere il prossimo 6 giugno. 

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I NUOVI FRAME E LA "SOPPRESSIONE DI CADAVERE". Isabella Noventa venne uccisa a gennaio 2016. Solo due giorni fa il quadro accusatorio si è arricchito dei frame di un video di una telecamera di sorveglianza comunale che ha immortalato due persone a bordo dell'auto di Debora Sorgato la notte del delitto. Gli inquirenti sono convinti che le due figure possano essere proprio Debora e Freddy intenti a disfarsi del cadavere della segretaria di Albignasego, probabilmente nascosto nel bagagliaio. Un corpo che fino a questo momento non è stato ritrovato: ragion per cui ai 3 viene contestato anche il reato di soppressione di cadavere. Anche a Manuela Cacco, la tabaccaia di Camponogara, che ha collaborato con gli inquirenti. In più per lei c'è l'accusa di stalking nei confronti della vittima, subissata di messaggi e telefonate nei mesi precedenti da una persona anonima che gli investigatori sono convinti possa essere proprio la rivale in amore, e di simulazione di reato, per avere denunciato il furto (mai avvenuto) di un telefono cellulare (probabilmente allo scopo di allontanare da sé le accuse di stalking).

LE VERSIONI DEGLI IMPUTATI. Gli indagati hanno fornito ricostruzioni diverse: Freddy Sorgato in sede di interrogatorio di garanzia dopo il suo arresto ha parlato di un gioco erotico finito male con Isabella Noventa. Manuela Cacco invece ha dichiarato di non c'entrare nulla col delitto e che Debora Sorgato le raccontò di essere stata lei a colpire la vittima con due colpi di mazzetta. Versioni cui evidentemente la Procura non ha creduto.

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