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Scappò da Arzergrande per arruolarsi con l'Isis, si apre il processo contro Meriem

L'udienza, in tribunale a Venezia, è fissata per martedì 16 maggio. La ragazza è accusata di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale

Si aprirà martedì 16 maggio, in tribunale a Venezia, il processo contro Meriem Rehaily, la 21enne di origini marocchine che nel luglio del 2015 è scappata da Arzergrande, dove viveva con la famiglia, per andare in Siria e arruolarsi con l'Isis. L'accusa sarà rappresentata dal pubblico ministero Francesca Crupi. Mentre, a difendere la giovane, sarà l'avvocato Andrea Niero. Le viene contestato il reato di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale.

LA FUGA IN SIRIA. Gli inquirenti hanno costruito passo passo la fuga di Meriem, risultata essere premeditata: da quel volo dall’aeroporto di Bologna per raggiungere la Siria. In quella guerra personale contro l'Occidente, Meriem, aveva prima aderito alla "cyber-jihad" come "soldato dell'esercito informatico", già da febbraio 2015. In quei mesi avrebbe redatto la killing list jihadista con i dati relativi a dieci dirigenti delle forze dell’ordine “da uccidere”. Un primo passo che poi, grazie al reclutatore, l'ha portata in Medio-Oriente dove gli scontri non sono un gioco ma dove la ragazza è voluta andare lo stesso, abbagliata da chissà quale promessa fatta dai terroristi. Nei confronti della giovane era stato quindi emesso un mandato d'arresto internazionale e, in gennaio, il gip Alberto Scaramuzza - accogliendo la richiesta presentata dal pm Fracesca Crupi - ne aveva disposto il rinvio a giudizio.

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