Iva sui rifiuti: il Ministro risponde all’interrogazione di Marco Brugnerotto (5 stelle)

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Riceviamo e pubblichiamo:

"É dal 1997, cioè da quando il 'Decreto Ronchi' ha soppresso la tassa per lo smaltimento dei rifiuti (la cosiddetta Tarsu) istituendo la TIA, che persiste la controversia IVA SI (se considerata un corrispettivo per servizio) IVA NO (se considerata di natura tributaria).
Da vent'anni il problema è presente nel Paese e nessuno è riuscito a risolverlo finora. Da ben vent'anni i cittadini italiani pagano l'iva sulla TIA, che secondo le sentenze del 2009 della Corte Costituzionale, del 2012 della Cassazione, del 2016 delle sezioni unite della Corte di Cassazione, non dev'essere assoggettabile all'IVA.
Dall'altra parte, invece, l'Agenzia delle Entrate fa valere le circolari del Ministero delle finanze (n. 111/1999, n. 3/DF/2010) e le risoluzioni dell'Agenzia delle entrate (n. 25/2003 e n. 250/2008), che confermano l'applicabilità dell'Iva alla Tia.

Di conseguenza i cittadini la pagano e poi chiedono il rimborso. Le aziende che erogano il servizio di gestione dei rifiuti applicano l'IVA e poi presentano istanza di rimborso all'Agenzia delle entrate, la quale riscuote l'iva e tace.
In tal modo nessuno restituisce il dovuto ai cittadini.

Significativa è la risposta ricevuta il 18 luglio 2016 dal servizio clienti della società Etra spa, la multiutility che si occupa della gestione del servizio idrico integrato e della gestione dei rifiuti nei territori tra altopiano di Asiago fino ai colli Euganei, comprendendo l'area del bassanese, l'alta padovana e la cintura urbana di Padova.
Facendo seguito aduna richiesta di restituzione dell'Iva da parte di un cittadino, il concessionario ha risposto che in attesa di un intervento chiarificatore del legislatore o dell'emanazione di linee guida da parte degli apparati statali competenti, 'ha presentato all'Agenzia delle entrate, in via prudenziale, istanza di rimborso dell'IVA versata negli anni pregressi 2006-2015. Pertanto non appena Etra Spa avrà comunicazione da parte dell'Agenzia delle entrate provvederà a informare tempestivamente tutti i suoi clienti'.

Da molti anni si perpetua una situazione assurda, in cui le società di gestione dei servizi continuano ad applicare l'Iva sulla Tia, nonostante le ripetute sentenze e, contemporaneamente, presentano istanza di rimborso all'Agenzia delle Entrate, che a sua volta si rifà alle circolari del Ministero dell'economia e delle finanze (n. 111/1999, n. 3/DF/2010) e delle risoluzioni dell'Agenzia delle entrate (nn. 25/2003 e 250/2008), che confermano l'applicabilità dell'Iva alla Tia, in totale contrasto con l'orientamento giurisprudenziale.

Nel question time in commissione ho chiesto al Ministro quali siano le ragioni per cui non sia stata ancora trovata soluzione al problema e quali iniziative intenda avviare per contrastare l'illegittima applicazione dell'Iva sulla Tia.
Il Ministro risponde che, tenuto conto del cospicuo contenzioso istauratosi a seguito delle richieste di rimborso avanzate dai cittadini e delle pronunce dei giudici di legittimità, la questione dell'applicabilità dell'IVA alla tariffa di igiene ambientale di cui all'articolo 49 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, è all'attenzione delle competenti strutture dell'amministrazione finanziaria che hanno avviato gli approfondimenti istruttori volti ad individuare una soluzione idonea a contemperare le istanze dei cittadini utenti del servizio e con le esigenze connesse al rispetto dei saldi di finanza pubblica.
Deve infatti sottolinearsi che, in linea generale, gli effetti finanziari della restituzione dell'Iva sulla Tia1 potrebbero essere molto rilevanti.
Quale sarà la soluzione idonea non è ancora dato sapere. La speranza è che le competenti strutture dell'amministrazione finanziaria la individuino al più presto.

Deputato Marco Brugnerotto"

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