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Tute sanitarie e dipendenti irregolari: il caso del laboratorio di abbigliamento

I carabinieri e il personale dello Spisal hanno trovato delle irregolarità all'interno di un laboratorio di abbigliamento. Ad attirare l'attenzione alcune tute sanitarie di cui non sono chiari l'utilizzo e la provenienza

Tute sanitarie e dipendenti irregolari sono i due elementi che hanno fatto scattare le sanzioni per un laboratorio tessile della provincia.

Il controllo

Nella mattinata di giovedì 21 gennaio i carabinieri di Borgo Veneto con i colleghi del Nucleo ispettorato del lavoro e personale dello Spisal di Conselve si sono presentati alle porte di un laboratorio di abbigliamento a Borgo Veneto, di proprietà di un 50enne cinese residente a Carceri. Un controllo a sorpresa, quello dei carabinieri, per verificare che tutto fosse in regola. E così non era. Una dei dipendenti era un clandestino mentre un altro, seppur con regolare permesso di soggiorno, non era assunto. Questo ha fatto scattare la denuncia per il titolare del laboratorio per impiego di manodopera clandestina, a cui va aggiunta la denuncia per la dipendente irregolare, una 37enne cinese, accusata di ingresso e soggiorno illegale sul territorio dello Stato. Per quanto riguarda, invece, il dipendente non assunto, il proprietario del laboratorio ha ricevuto una multa di 7.400 euro e la sua attività dovrà chiudere. Ma c’è qualcos’altro che ha attirato l’attenzione dei carabinieri. Nel locale c’erano delle tute protettive che solitamente si utilizzano in ambito sanitario: a cosa servivano e perché erano lì? Le indagini sono in corso

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