Cronaca

Lavoratori pakistani in schiavitù, ai domiciliari anche due dirigenti di Grafica Veneta

Picchiati e derubati perché si sono rivolti al sindacato. Lavoravano per un'azienda che fornisce manodopera e in quel periodo prestavano servizio presso Grafica Veneta: alcuni dirigenti sapevano delle condizioni di sfruttamento

Carabinieri a lavoro

L’operazione denominata “Pakarta” si è conclusa lunedì 26 luglio all'alba ed è iniziata nel maggio del 2020. La Procura, su richiesta dei carabinieri della compagnia di Cittadella coordinati dal pubblico ministero Andrea Girlando, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 9 cittadini pakistani, responsabili dei reati di lesioni, rapina, sequestro di persona, estorsione e sfruttamento del lavoro, e anche un'ordinanza di sottoposizione agli arresti domiciliari di due dirigenti di Grafica Veneta per sfruttamento del lavoro.

Le indagini

Tutto è iniziato nel maggio 2020. Un uomo di origine pakistana è stato trovato lungo la SS 16 a Piove di Sacco, le mani legate dietro la schiena e ferite su tutto il corpo. Nel giro di qualche giorno ai carabinieri dell'Arma di Padova e di Mestre (Venezia) sono arrivate segnalazioni di altri pakistani provenienti da Piove di Sacco nelle stesse condizioni. Sanguinanti, feriti, spaventati. Chiedevano aiuto, erano stati derubati dei documenti e dei pochi soldi che avevano. Altri 5 pakistani si sono presentati all'ospedale di Padova per farsi medicare e la storia era sempre la stessa. I carabinieri del Norm della compagnia di Cittadella hanno scoperto che tutti erano stati picchiati il 25 maggio 2020, tra i comuni di Trebaseleghe e Loreggia. Le vittime erano tutti regolari dipendenti della ditta BM Services sas con sede a Lavis (Trento), gestita da padre e figlio, pakistani con cittadinanza italiana. Fornisce manodopera per alcune grosse aziende del Nord Italia: in quel periodo le vittime stavano lavorando alla Grafica Veneta di Trebaseleghe. La BM Services sas assumeva connazionali con regolare contratto e poi imponeva orari di lavoro anche di 12 ore al giorno senza pause, ferie nè alcuna tutela. Per altro, i titolari avevano messo in piedi un articolato sistema estorsivo per recuperare parte dello stipendio che versavano ai dipendenti: prelevavano dalle carte di debito delle vittime agli sportelli Atm, loro personalmente o altre persone delegate. I dipendenti dovevano anche pagare l'affitto di un posto letto ricavato da abitazioni messe a disposizione della ditta dove vivevano anche 20 persone ammassate.

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L'operazione

I dipendenti per difficoltà linguistiche e per fiducia nei propri connazionali all'inizio non avevano capito di essere sfruttati e derubati. Nel tempo, però, hanno inteso che qualcosa non quadrava e si sono rivolti al sindacato. Qui è scattata la vendetta. I titolari della BM Services sas, scoperto cosa avevano fatto i dipendenti, hanno deciso di "dare l'esempio" agli altri. Il 25 maggio, quando i lavoratori sono tornati nelle loro case a Trebaseleghe e Loreggia, sono stati aggrediti da squadre di picchiatori. Legati mani e piedi, picchiati, derubati di documenti, soldi e cellulari per impedir loro di chiedere aiuto. Poi sono stati fatti salire a bordo di tre veicoli e lasciati sanguinanti per strada. Una volta ricostruita la situazione, assieme al gruppo carabinieri tutela del lavoro di Venezia, i militari hanno esteso le indagini alle aziende presso le quali lavoravano i dipendenti della BM Services sas. Ed è saltato fuori che parte della dirigenza di Grafica Veneta era perfettamente a conoscenza dello sfruttamento dei lavoratori stranieri, sia per quanto riguarda gli incessanti turni di lavoro, che per la sorveglianza a vista a cui erano sottoposti. Erano, inoltre, ben consapevoli delle degradanti condizioni di lavoro, della mancata fornitura dei Dpi (protezioni da rumori, scarpe antinfortunistiche, ecc). Tale situazione ha comportato un tentativo di elusione dei controlli, edulcorando o eliminando dai server informatici gran parte dell'archivio gestionale che registra gli ingressi e le uscite dei lavoratori. Per questo all'alba di lunedì 26 luglio i carabinieri hanno notificato quanto emesso dalla Procura patavina. In carcere sono finiti Arshad Mahmood Badar, 54 anni, Asdullah Badar, 28 anni, Hassan Bashir, 32 anni, Zaheet Abbas, 34 anni, Muhammad Rizwan Haider, 35 anni, e altri 4 cittadini pakistani sono tutt'ora ricercati. I due dirigenti di Grafica Veneta ai domiciliari sono l'amministratore delegato Giorgio Bertan, 43 anni, e Giampaolo Pinton, 59 anni. Hanno il divieto di dimora in regione per il concorso in rapina Raja Muntazir Mehdi, 30 anni, e Mahmood Nasir, 39 anni, entrambi pakistani.

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