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Il momento del posizionamento dello scheletro del nuovo ponte di via Vigonovese

Il momento del posizionamento dello scheletro del nuovo ponte di via Vigonovese

Un importante passo avanti: posizionato lo scheletro del nuovo ponte di via Vigonovese

22 metri per 12 di grandezza e 65 tonnellate di peso: la maxi-struttura è stata posizionata nel cantiere. Micalizzi: «Completeremo i lavori nei tempi previsti, ovvero entro la prima settimana di settembre»

«Dopo le settimane dei restringimenti e dopo il periodo degli abbattimenti è finalmente arrivata l'ora della ricostruzione». È visibilmente soddisfatto, Andrea Micalizzi. Perché i lavori procedono a ritmo sostenuto: nella giornata di mercoledì 7 agosto è stato posizionato in via Vigonovese a Camin lo scheletro del nuovo ponte che tanto ha fatto "dannare" gli automobilisti in transito in zona Camin e su Corso Argentina.

Cantiere ponte via Vigonovese 3-2

Il nuovo scheletro

L'assessore ai lavori pubblici lo sa, e dopo aver spiegato in cosa consiste questa prima parte dei lavori («Lo scheletro del nuovo ponte è stato assemblato in cantiere, sollevato con un'enorme gru, ruotato e posizionato su nuovi alloggiamenti. Il nuovo ponte ha piloni in acciaio e sponde molto più robuste. Stiamo parlando di uno "scheletro" di 22 metri per 12 del peso di 65 tonnellate, quindi è un cantiere importante) ha dedicato proprio a loro un pensiero: «L'impresa è perfettamente in orario quindi completeremo i lavori nei tempi previsti, vale a dire entro la prima settimana di settembre. Ci vuole ancora un po' di pazienza, anzi ne approfitto per ringraziare gli automobilisti proprio della pazienza che hanno avuto e che avranno: stiamo pagando qualche disagio ma avremo delle infrastrutture nuove, moderne e sicure permettendo così anche alla città di crescere». Il finale del suo intervento è invece dedicato a un ragionamento generale: «Stiamo spendendo molte risorse per queste manutenzioni ma sono investimenti che vanno fatti per la sicurezza di tutti e la crescita di Padova. Poi è chiaro che i Comuni non possono avere la forza per operare da soli la messa in sicurezza di queste infrastrutture: noi riusciamo a far fronte a qualcuna ma in lista abbiamo dagli otto ai dieci ponti da sistemare per mantenere le condizioni di sicurezza ed efficienza quindi serve un piano nazionale per aiutare i Comuni nello sviluppo».

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