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La Lega insorge: "Teatro stabile del Veneto, ingiusto declassamento: ministro riveda decisione"

A fronte del grande successo comprovato dai dati la scelta è incomprensibile. Dal 2014 al 2017 il teatro ha aumentato le produzioni del 217% (da 6 a 19), il numero di registi, attori e tecnici scritturati del 139% (da 79 a 189)

“Il declassamento da parte del Mibact del Teatro Stabile Veneto è stata una scelta sbagliata. Non comprendiamo la decisione della Commissione consultiva per il Teatro di privare la struttura veneta per il triennio 2018/20 della qualifica di “Teatro nazionale” riducendolo a “Teatro di Rilevante Interesse Culturale. A fronte del grande successo comprovato dai dati la scelta è incomprensibile. Dal 2014 al 2017 il teatro ha aumentato le produzioni del 217% (da 6 a 19), il numero di registi, attori e tecnici scritturati del 139% (da 79 a 189), le giornate recitative del 56% e ha incrementato gli spettatori del 42%, passando da 82.686 a 117.614”.

"Rivedere la scelta"

Lo dichiara Paolo Tosato primo firmatario dell’interrogazione parlamentare sottoscritta da tutti i senatori leghisti veneti (Erika Stefani, Andrea Ostellari, Massimo Candura, Sonia Fregolent, Nadia Pizzol, Paolo Saviane, Gianpaolo Vallardi e Cristiano Zuliani) che chiede al Mibact di rivedere al più presto la scelta di declassare il Teatro Stabile Veneto. “Il Teatro Stabile Veneto è efficiente, performante, un esempio per tantissimi altri teatri italiani. Lo riteniamo un modello per il Paese e questo declassamento è svilente per tutti i veneti. Come senatori veneti chiediamo, pertanto, che il ministero torni immediatamente sui propri passi e - conclude Tosato - riveda questa decisione”.

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