Cronaca Piazza Ossicella

Lite tra cognati finisce nel sangue Colpito alla gola da coccio bottiglia

Arrestato un marocchino di 28 anni per tentato omicidio. L'uomo, al culmine di un'accesa discussione con un tunisino di 24, lo ha aggredito, mandandolo in ospedale con un taglio al collo. Ferito operato nella notte

In foto: la bottiglia rotta e il sangue dopo la rissa

Poteva trasformarsi in tragedia l'accesa lite che ha visto come protagonisti, a mezzanotte di domenica, due cognati nordafricani, alla sala giochi di piazza Ossicella a Monselice. Uno dei due, un marocchino di 28 anni, in preda alla furia, ha spaccato una bottiglia di birra colpendo poi alla gola l'avversario, un tunisino di 24 anni, con il coccio di vetro tagliente. Risultato: un fiume di sangue, un ricovero in ospedale e un arresto per tentato omicidio.

COLPITO ALLA GOLA CON UN COCCIO DI BOTTIGLIA. Tutto ha avuto inizio da un'accesa discussione per questioni familiari tra due uomini, mariti di due sorelle. All'inizio sono volati insulti, poi i due sono arrivati alle mani e il marocchino ha aggredito il tunisino, picchiandolo in pieno volto e procurandogli un pericoloso taglio alla gola. Sul posto è stato richiesto l'intervento dei carabinieri della stazione locale, riusciti a separare i due uomini e a placare l'ira dell'aggressore.

INTERVENTO CHIRURGICO. Entrambi i cognati sono stati portati in pronto soccorso per le cure del caso. Ad avere la peggio, evidentemente il tunisino, ferito gravemente e ricoverato in ospedale a Schiavonia, dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico al volto e al collo, e dove è stato trattenuto in osservazione, ma non in pericolo di vita. L'uomo, domiciliato a Monselice, dove ha l'obbligo di dimora, è disoccupato e pregiudicato.

arrestato-6-13ARRESTATO PER TENTATO OMICIDIO. Il marocchino, incensurato, disoccupato, regolarmente presente sul territorio nazionale, è stato invece rinchiuso nelle camere di sicurezza della caserma di Monselice. Anche lui, nel corso della colluttazione, ha rimediato ferite multiple al volto, al collo, al tronco e alle mani, con 10 giorni di prognosi. Lunedì mattina è stato accompagnato al carcere Due Palazzi di Padova. Il tunisino è domiciliato a Monselice, dove ha l'obbligo di dimora, è pregiudicato, coniugato, disoccupato.

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