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In foto: da sinistra il governatore del Veneto Luca Zaia e il candidato sindaco Massimo Bitonci (foto: Facebook)

In foto: da sinistra il governatore del Veneto Luca Zaia e il candidato sindaco Massimo Bitonci (foto: Facebook)

Il governatore del Veneto a sostegno di Bitonci: la tappa padovana di Luca Zaia

L'appuntamento padovano del presidente regionale è stato occasione per parlare della polemica montata sulla foto scattata con il calciatore di colore Isaac Donkor. E ancora ex popolari venete, Riina, immigrazione e referendum autonomia

Martedì mattina il presidente del Veneto Luca Zaia è arrivato a Padova per esprimere il proprio sostegno a Massimo Bitonci, candidato sindaco leghista in corsa alle prossime elezioni amministrative della città del Santo.

ISAAC DONKOR. Nell'occasione il governatore è tornato a parlare della foto scattata con il calciatore di colore Isaac Donkor finita al centro della polemica. "Nella mia famiglia quando arrivava un marocchino all’ora di pranzo per vendere i tappeti i miei genitori dicevano ’non comperiamo niente, ma si accomodi a pranzo. E quella persona mangiava da noi. - ha spiegato  Zaia - Non posso accettare che qualcuno confonda il rigore, la legalità e il rispetto della dignità umana con il razzismo. Se qualcuno intravede in qualche modo una opportunità per dare sfogo a istinti primordiali non civili è nel posto sbagliato. Noi facciamo solo una distinzione: tra delinquenti e persone per bene".

EX POPOLARI. Il governatore del Veneto è intervenuto anche sulla questione ex popolari venete. "Abbiamo un negoziato da fare in Europa.- ha sottolineato - E allora delle due l'una: o l'Italia in Europa non conta più niente o c'è qualcuno che usa l'Europa per non trattare e non aiutare le banche venete. Davanti a un'erogazione di 8 miliardi per Monte dei Paschi di Siena non si può dire che manchi un miliardo per le banche venete".

RIINA. È intervenuto inoltre sul caso Riina:"Io rispondo come Rita Dalla Chiesa: "Mio padre non ha avuto una morte dignitosa" - ha dichiarato - Sono parole che fanno ancora venire i brividi. In un paese dove non c’è la pena di morte l’unica speranza per vittime e parenti delle vittime è quella dell’ergastolo, se mettiamo mano anche a questo è ovvio che poi i cittadini perdano la fiducia su tutto. È un fatto di fiducia nei confronti della legge, a prescindere dal nome che porta il condannato: la pena va scontata fino alla fine".

IMMIGRAZIONE. Sul tema immigrazione: "La battaglia insieme a Massimo la facciamo insieme e da sempre - ha sottolineato - 8 persone su 10 dei cittadini che vengono in Veneto non sono profughi, non sono scappati dalla morte, non sono scappati per la fame e per questo diciamo che se c'è, un posto di lavoro libero un pezzo di pane da dare, prima lo dai al profugo di casa tua".

REFERENDUM. Infine, sul referendum autonomia Veneto ha dichiarato:"Se andasse a votare il 50% sarebbe un fallimento, perchè ci verrebbero a dire che a uno su due non gliene frega niente e avrebbero ragione. Quel giorno lasciamo a casa tessera di partito, casacca e ideologia, sarà una grande opportunità per dimostrare che finora non abbiamo parlato per nulla. Questo è il referendum di chi vota Lega, Pd, Cinque stelle, Forza Italia, Fratelli d’Italia e anche di chi non va a votare".

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