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Un batterio micidiale nelle acque del canale: ciclista "avvelenato"

Durante una gara a Bagnoli di Cadoneghe, Luciano Andreasi, 45enne di Masi, è caduto nel fosso bevendo acqua contaminata. Il batterio pseudomonas lo ha costretto a mesi di agonia e a 7 operazioni alla testa

Quel batterio stava per ucciderlo. Ma è una storia a lieto fine, quella di Luciano Andreasi, 45enne residente a Masi, gruista per un'azienda di Badia Polesine, appassionato di sport e soprattutto di moto e biciclette.

5 MESI DI CALVARIO. Proprio l'amore per il ciclismo ha condotto Luciano a partecipare ad una gara amatoriale a Cadoneghe, nella frazione di Bagnoli, lo scorso 24 agosto. Un giorno "maledetto": per lo sportivo sarebbe infatti iniziato un calvario di 5 mesi, una lotta tra la vita e la morte, come riportano i quotidiani locali, che si sarebbe conclusa il 24 gennaio, con una miracolosa guarigione.

SETTE OPERAZIONI AL CERVELLO. Durante la gara ciclistica, il 45enne sarebbe rimasto vittima di una brutta caduta. Luciano sarebbe finito nel canale a bordo strada e avrebbe bevuto quell'acqua putrida, contraendo il batterio "pseudomonas". Da lì sarebbe iniziata una lunga agonia, tra gli ospedali di Rovigo, Padova e Verona. Il batterio avrebbe raggiunto il cervello, costringendo il 45enne ad essere sottoposto a 7 delicati interventi alla testa. Per due volte sarebbe finito in coma.

LA FINE DI UN INCUBO. Ma lo scorso 24 gennaio Luciano è stato finalmente dimesso e ha potuto dire di avere vinto la sua personale battaglia.

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