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Maestranze dello spettacolo in piazza: «Un anno senza eventi, a rischio l'intero settore»

La manifestazione regionale si è snodata tra le vie di Padova e si è conclusa ricordando Omar Rizzato, tecnico del mondo dello spettacolo che si è tolto la vita a causa delle difficili condizioni economiche

Un anno senza eventi. Questo il grido di dolore e rabbia degli oltre 300 manifestanti che martedì 23 febbraio sono scesi in strada per la manifestazione regionale delle Maestranze dello spettacolo.

Il corteo

Sono partiti alle 17 da piazza Garibaldi seguendo un baule rosa. Su un lato è stato disegnato un volto corrucciato. «Vanno cambiate le regole del gioco, serve una riforma del settore perché il rischio è perdere delle professionalità, delle competenze – ha detto Jacopo Pesiri, cantante lirico e portavoce delle Maestranze dello spettacolo – Un nostro caro amico, Omar Rizzato, si è tolto la vita perché si è sentito solo. Non lasciateci soli, lo Stato deve proteggerci come qualsiasi altro lavoratore». I manifestanti hanno sfilato su corso Milano sotto gli occhi di polizia, carabinieri e vigili urbani per arrivare al teatro Verdi.

Il ricordo

Di fronte allo storico teatro li attendeva una gru con a bordo due giovani lavoratori dello spettacolo che ora lavorano come montatore di pannelli solari e corriere di Amazon, costretti dalla pandemia. Man mano che la gru si alzava mostrava lo striscione “Un anno senza eventi” e a fare da colonna sonore è stato un brano della Tosca di Puccini. Poi il corteo è tornato su corso Milano, ha svoltato in via Dante ed è arrivato in piazza dei Signori dove diverse realtà si sono alternate al microfono. Ultima tappa: la Prefettura, per il ricordo di Rizzato. Sono state accese 40 torce rosa che hanno illuminato la sera quasi a giorno.

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