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L'istituto per sordomuti Magarotto

L'istituto per sordomuti Magarotto

“I sordomuti urlano troppo”: residenti denunciano l'istituto Magarotto

Alcune famiglie di via Cottolengo a San Carlo hanno intrapreso le vie legali per gli schiamazzi provocati dagli studenti del convitto. Il rettore assicura che gli ospiti si comporteranno in modo più educato

La questione andrebbe avanti da 4 anni, a suon di diffide ai carabinieri e denunce, rimaste sino ad ora senza esito. È per questo che un gruppo di residenti di via Cottolengo ha deciso di passare alle vie legali, incaricando un avvocato di inoltrare una circostanziata denuncia alla Procura della Repubblica.

Pomo della discordia, gli ospiti “troppo rumorosi” dell'Istituto per sordomuti Magarotto del rione San Carlo, un convitto che ospita una settantina di studenti. Secondo i querelanti che confinano con il retro dell'edificio, questi ultimi disturberebbero l'isolato con i loro schiamazzi, in particolare nei mesi caldi quando si intrattengono sugli scalini della scala in ferro d'emergenza.

"Quando ci sono le porte aperte delle stanze e i ragazzi restano seduti anche ore intere sulla scalinata - si sfoga Gastone Fattore, coordinatore con la moglie della protesta - le loro urla creano problemi. A volte non riusciamo a dormire".

Il nuovo rettore dell'Istituto, Francesco Bagatella, minimizza e cerca di scendere a patti con i contestatori. "Non ingigantirei più di tanto la faccenda, comunque mi impegnerò a ricordare ai ragazzi che quando vanno a sedersi sulle scale si devono comportare in modo più educato".


Fattore fa presente anche un altro aspetto del problema. "C'è un risvolto anche di natura estetica e ambientale - rincara - lo spazio posteriore del Magarotto, che confina con le nostre case, è diventato un letamaio".

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