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Cronaca Codevigo

Mala del Brenta "reloaded": in manette anche otto padovani

Il questore di Venezia: "Si erano riorganizzati". 17 gli arresti. L'arsenale a casa di un 49enne di Piove. Gli altri di Codevigo, Cadoneghe, Torreglia. 18 i colpi attribuiti alla banda, tra cui una rapina a Piombino Dese

C'è di che rimanere basiti dall'arsenale che la banda aveva a disposizione. Kalashnikov, una fiamma ossidrica, un flessibile, munizioni, pistole. Era gente pericolosa, che sicuramente avrebbe colpito di nuovo. Come ha fatto nei dieci anni precedenti (addirittura il primo colpo accertato risale al lontano 2002).

MALA DEL BRENTA RELOADED. "Dovevamo arrestarli tutti, non potevamo rischiare che qualcuno rimanesse in libertà - ha sottolineato il questore di Venezia Vincenzo Roca - Questo è un livello superiore, è la Mala del Brenta che si stava riorganizzando". Lo ha detto il primo rappresentante della polizia lagunare, ma c'è da credergli. Perché non solo il sodalizio criminale si basava su alcune vecchie conoscenze dell'organizzazione capeggiata da Felice Maniero, ma c'era anche un sistema di sostentamento per gli affiliati. Come per la vedova di Massimo Trovò, il 45enne che il 25 novembre 2012 morì dilaniato dall'esplosione di una cassa continua in un supermercato di Dicomano, in Toscana. Aveva uno "stipendio" dalla banda (anche se l'associazione a delinquere non è stata contestata nelle sedici ordinanze di custodia cautelare spiccate dal gip) di duemila euro al mese. Il garage della sua abitazione di Campagna Lupia era diventato una base logistica dove potevano essere nascoste auto rubate e armi. Così come un kalashnikov è stato trovato in un garage di via dei Tigli di M.G., uno dei "vecchi" del sodalizio.

MASCHERE E TRAVESTIMENTI. Il 22 novembre 2013, infatti, venne sorpreso a bordo di un'auto rubata con un complice in via Bottenigo a Marghera. Vicino al supermercato Eurospin. In un borsone avevano maschera in lattice e pistola finta e sui polpastrelli delle mani avevano della colla, per impedire il rinvenimento di impronte. Da lì, dai contatti del criminale che una decina di anni fa dopo una rapina lanciò una bomba a mano contro le forze dell'ordine e si barricò in una abitazione vicino a piazza Ferretto a Mestre, è stato scoperchiato il calderone. M.G. i contatti con i veterani della zona non li aveva mai persi. Attraverso l'intercettazione del cellulare della fidanzata, P.S. (lui intanto si era reso irreperibile) e appostamenti si scopre che si sentiva con M.C., uno che era già in pista prima dell'avvento di Maniero. Che si è fatto trent'anni di carcere. "Sono state indagini coraggiose - ha spiegato il procuratore capo Luigi Delpino - perché potevamo sequestrare tutto subito, ma abbiamo avuto pazienza. E dopo sei mesi siamo stati premiati". I criminali non erano sprovveduti. Prima di ogni colpo controllavano con uno scanner se l'auto fosse pulita o meno. Avevano pettorine della guardia di finanza e della polizia. Palette d'ordinanza. E soprattutto le maschere con cui a volte travisavano il loro volto durante i colpi.

8 PADOVANI IN MANETTE. La maggior parte dei componenti della banda erano veneziani, gli altri sono gravitanti invece nel Padovano. Ma la zona è sempre quella: il Piovese, la Riviera del Brenta. Con propaggini anche tra Marghera e San Donà di Piave. Gli schemi e l'organizzazione simile a quella di "Felicetto". Del resto alcuni l'avevano conosciuta da molto vicino. Un diciassettesimo componente della banda è stato arrestato in flagrante venerdì mattina. Si tratta dell'armiere del gruppo, L.C., 49enne di Piove di Sacco. Nella sua abitazione sono stati sequestrati quattro kalashnikov, un mitra, una pistola semiautomatica Glok, una pistola semiautomatica Beretta, caricatori a mezza luna ed un migliaio di cartucce, pettorine della guardia di finanza, palette delle forze dell’ordine, lampeggianti blu. Un arsenale. Gli altri padovani finiti in manette sono: D.F., 58enne residente a Codevigo; C.U., 55enne di Codevigo; L.F., 57enne di Codevigo; M.S., 54enne residente a Cadoneghe, ma di fatto domiciliato a Torreglia; G.D.B., 60enne residente a Torreglia; F.M., 37enne residente a Codevigo; G.M., 54enne residente a Cadoneghe.

RAPINA A PIOMBINO DESE. Tra i colpi attribuiti alla banda, anche la rapina aggravata ai danni del supermercato Dico a Piombino Dese dello scorso 14 marzo.

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