Malattia psoriasica: qualità di vita compromessa per un paziente veneto su due

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Prurito, arrossamento della pelle e desquamazione. Rigidità, gonfiore e dolore delle articolazioni.
Sono questi i sintomi, spesso pesanti, che impattano negativamente sulla qualità della vita delle persone affette dalla malattia psoriasica, ossia pazienti colpiti da psoriasi (PSO) e artrite psoriasica (PSA). Azioni comuni come lavorare o recarsi a scuola possono diventare difficilissime. Una diagnosi di malattia quasi mai precoce e un conseguente allungamento dei tempi di accesso a terapie adeguate, rendono poi il cammino ancora più faticoso.

LA SODDISFAZIONE DEI PAZIENTI

I pazienti sono soddisfatti delle terapie prescritte dal medico, ma preferirebbero poter assumere i medicinali per bocca ed evitare di andare in ospedale per sottoporsi alle cure. Anche i dermatologi prediligono la somministrazione orale e, in particolare tra i desiderata dei clinici veneti figura l’avere una terapia con un migliore livello di sicurezza a lungo termine. Soprattutto nel prescrivere le terapie guardano con attenzione alla capacità del paziente a svolgere le normali attività quotidiane, mentre la terapia ideale per la PSO è quella che offre maggior sicurezza a lungo termine e quella dal minor costo per la PSA.

LO STUDIO

A scattare una fotografia accurata del vissuto del paziente affetto da psoriasi e artrite psoriasica (circa due milioni e mezzo in Italia), e dei clinici coinvolti nel percorso di cura è un’indagine realizzata dall’Associazione per la difesa degli psoriasici - ADIPSO e dalla Società italiana di comunicazione scientifica e sanitaria - SICS presentata a Padova nel corso di un evento Ecm organizzato da SICS con il contributo non condizionante di Celgene.

IL PROGETTO BRIDGE

L’indagine - la più ampia svolta in Italia - costituisce la base del progetto Bridge, che unisce clinici, pazienti e decisori per individuare il Patient Journey del paziente con malattia psoriasica.

LA TERAPIA IDEALE

In generale un terzo dei pazienti con malattia psoriasica (36,9%) vorrebbe disporre di terapie che contrastino la desquamazione, l’arrossamento e il prurito, mentre il 22,5% indica in un miglioramento del benessere generale l’obiettivo di salute. Ancora, il 13,9% vorrebbe una terapia che consentisse di svolgere al meglio le normali attività quotidiane. Nel complesso, il 65,1% è soddisfatto della terapia prescritta dal medico anche se un paziente su 3 (27,1% del campione) vorrebbe farmaci a somministrazione orale e 1 su 5 (il 19,75%) preferirebbe non doversi recare in ospedale per assumere la terapia.

LA SITUAZIONE IN VENETO

Per i dermatologi veneti i sintomi che spingono il paziente con psoriasi non ancora diagnosticata a recarsi in visita sono la desquamazione (il 33,3% contro una media italiana del 47%) e l’arrossamento (il 33,3% in linea con la media italiana). Con valori superiori alla media italiana segnalano soprattutto la sensazione di bruciore (il 16,6% contro una media nazionale del 2%) e il prurito (16,6% in Veneto, 15% media italiana). Gli obiettivi principali della terapia prescritta sono ridurre l’estensione delle manifestazioni cutanee (per il 33,3% del campione dei dermatologi del Veneto contro il 32,5% in Italia) e migliorare il benessere generale del paziente (il 33,3% in Veneto contro una media italiana del 25,6%). Per quanto riguarda invece la PSA, secondo dermatologi e reumatologi, il sintomo più avvertito dai pazienti veneti è soprattutto il dolore (33,3% in Veneto, 22,1% media italiana), mentre gonfiore e coinvolgimento delle unghie sono segnalati solo dall’11,1% degli specialisti contro rispettivamente il 29,3% e il 14,4% della media italiana. Per gli specialisti del Veneto, infine, l’obiettivo principale quando si prescrive un trattamento è quello di migliorare la capacità del paziente di svolgere la normale attività quotidiana: la pensa così il 40% rispetto a una media italiana del 21%.

LA TERAPIA IDEALE IN VENETO

Per i clinici veneti le caratteristiche che dovrebbe avere la terapia ideale - rispetto a quelle già disponibili - sono rappresentate da un miglior livello di sicurezza a lungo termine (33,3% per PSO; 39,7% la media italiana) e da una somministrazione per via orale (il 100% contro una media italiana dell’82%). La terapia ideale per la PSA? Quella con il minor costo: la pensano così il 40% degli specialisti contro una media italiana del 22,2%. Il 100% dei clinici veneti predilige la somministrazione orale.

(Fonte: BMJ 2010)

Torna su
PadovaOggi è in caricamento