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Licenziata la mamma di Aurora: troppe le assenze per seguire la figlia malata

La pasticceria dove lavorava è stata costretta a interrompere il rapporto lavorativo con la donna che ha seguito la figlia morta mercoledì per la leucemia che l'ha colpita

Per quattro anni è stata una lavoratrice modello. Mai un’assenza ingiustificata. Poi, nel 2013 la scoperta della tragica malattia della figlia Aurora che mercoledì scorso è stata fatale alla piccola di 8 anni. Come riportano i quotidiani locali, dopo quattro anni Valentina Maniero ha cessato il suo rapporto di lavoro con la pasticceria di Camin dove era impiegata.

LICENZIAMENTO. La donna nel 2010 ha iniziato a lavorare nel laboratorio di via Vigonovese. Fino al 2013, quando complice la malattia della figlia ha prima usufruito di un periodo di aspettativa, poi è andata in maternità per l’arrivo della sorella di Aurora. Poi, per seguire la figlia malata ha preso un periodo di aspettativa retribuita e infine si è messa in ferie. L’azienda che ha 14 dipendenti ha cercato di stare vicina alla donna fino a quando gli è stato possibile, ma a luglio le due parti si sono incontrare e il contratto è stato sciolto su basi sindacali. La pasticceria, non è più riuscita a tenere a libro paga un dipendente che non poteva lavorare, nonostante abbia tentato in tutte le maniere di aiutarla fino alla fine.

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