L'acqua alta ferma la protesta: rinviata la marcia contro il caro affitti delle case popolari

Il Coordinamento degli inquilini Erp, che vanta numerosi afferenti nel Padovano, è stato costretto a posticipare il sit-in indetto sotto la sede del Consiglio regionale a Venezia

Un'immagine della prima mobilitazione degli inquilini su Venezia a fine settembre (©Sportello Meticcio)

La data era fissata, il luogo anche. A rovinare i progetti degli attivisti e degli inquilini delle case popolari è stato però il maltempo. Il 13 novembre centinaia di manifestanti provenienti da tutto il Veneto si erano dati appuntamento a palazzo Ferro Fini, per protestare contro il rincaro degli affitti degli alloggi popolari comportato dalla legge regionale 39/2017.

La manifestazione

La protesta era stata ufficializzata sabato nel corso dell'assemblea regionale degli inquilini. I manifestanti si sarebbero dovuti radunare alle 10 davanti alla sede del Consiglio regionale per «Assediare il Consiglio fino a quando non sarà sospesa la legge sull'edilizia residenziale pubblica (entrata in vigore lo scorso luglio ndr) e non sarà data la possibilità ai cittadini di riscriverla daccapo» si legge nel primo comunicato diramato dal Coordinamento degli inquilini Erp.

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Il rinvio

Mercoledì a Venezia è però prevista una marea straordinaria con il livello dell'acqua a 145 centimetri e il picco proprio alle 10.30. Inevitabile dunque rinviare il presidio: «L'acqua alta ci ha solo rallentato. Una marea di inquilini è pronta a travolgere il Consiglio regionale» commenta il Comitato. Una scelta dovuta anche alla partecipazione di molte persone anziane, che non avrebbero potuto affrontare la situazione. Il sit-in sarà recuperato e non è escluso che la data sia comunicata solo all'ultimo istante: «É troppo forte la volontà e la dignità di migliaia di persone che non vogliono arrendersi. Le deboli aperture alle modifiche fatte da Zaia e dall'assessore Lanzarin, tra cui l’innalzamento della soglia Isee-Erp, non sono un merito della giunta, ma di questi cinque mesi di intensa lotta, nonostante le minacce ricevute» rincarano i manifestanti.

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