Cronaca Via Nicolò Tommaseo

Cucine popolari, Casapound: “Il Veneto non porge l’altra guancia”

Gli esponenti del gruppo hanno appeso nelle scorse in città diversi cartelloni contro l'immigrazione, in particolare davanti alle cucine popolari: "Situazione ormai fuori controllo, vera e propria invasione"

Il manifesto di Casapound

“Il Veneto non porge l’altra guancia”. Con queste parole Casapound ha tappezzato diverse città del Veneto, tra cui Padova, di manifesti contro il tema dell’immigrazione. In città, in particolare, i cartelloni sono apparsi sui muri delle cucine popolari, dove nei giorni scorsi si sono verificati anche episodi violenti.

CASAPOUND: "MARE NOSTRUM, MALE NOSTRUM"

UNA VERA INVASIONE. Gli esponenti del gruppo hanno anche voluto lasciare un messaggio: "A fronte di una situazione oramai fuori controllo, in relazione all'afflusso di immigrati e profughi nella nostra regione – spiegano gli esponenti di Casapound Veneto - sono mesi che assistiamo ad una sempre più martellante campagna d'opinione da parte dell'associazionismo cattolico e dei quadri ecclesiastici, volta a giustificare e addirittura ad alimentare quella che per noi si configura invece come una vera e propria invasione. Ogni giorno, dalle pagine dei quotidiani e dagli studi delle emittenti locali, alti prelati e preti di strada spiegano a noi italiani (senza lavoro o in forte difficoltà economica), che non siamo abbastanza accoglienti, che possiamo e dobbiamo fare di più. Poche invece le parole spese in difesa di quegli stessi italiani”.

QUADRO DRAMMATICO E FUORI CONTROLLO. “Tutto questo - prosegue CasaPound Veneto - a fronte di un quadro oramai drammatico e totalmente fuori controllo: 913 i nuovi profughi attesi in queste ore, che verranno smistati tra le varie province venete, e che faranno salire ad 8.700 il numero degli arrivi dall'inizio dell'operazione Mare Nostrum (che oggi ha semplicemente cambiato nome) – continuano da Casapound Veneto -. Un prezzo troppo alto per una regione che, ad oggi, ospita oltre mezzo milione d'immigrati, ovvero il 15% del totale nazionale, di cui il 40% attualmente disoccupati. L'accoglienza è certamente un valore, ma solo se è in grado di garantire standard di vita umani e non degradanti. Altrimenti è ipocrisia. Assistiamo invece al triste spettacolo, indegno per una nazione civile, di masse di disperati fatte arrivare qui e poi abbandonate a loro stesse. Abbiamo tutti ben presente le scene di queste persone che si accampano nelle nostre periferie, in condizioni tremende, disumane, naturale anticamera dell'imbarbarimento e del delinquere. Non avere l'onestà intellettuale di ammetterlo, è malafede. Fare da quinta colonna a questo meccanismo allucinante, è invece criminale”.  Da qui nasce la provocatoria aizione. “Certo - concludono - siamo perfettamente consapevoli del carattere umanitario ed ecumenico intrinseco alla Chiesa Cattolica. Ma invitiamo allora i Vescovi e i sacerdoti del Veneto ad essere maggiormente coerenti con questo loro messaggio, aprendo le porte delle cattedrali e delle loro numerosissime strutture a questi disperati. Magari non incassando il contributo statale erogato per l'accoglienza dei profughi. E ricordandosi ogni tanto anche di noi poveri italiani".

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