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Mappato il genoma dell'orata, migliore qualità e sostenibilità in tutta la filiera

Pubblicata su "Nature Communications Biology" la ricerca di Marianna Pauletto dell’Università di Padova. Ora si potranno individuare i geni che fanno crescere di più, ammalare di meno o che garantiscono un filetto di elevata qualità

La ricerca coordinata dall’Università di Padova dal titolo “Genomic analysis of Sparus aurata reveals the evolutionary dynamics of sex-biased genes in a sequential hermaphrodite fish” e pubblicata su «Nature Communications Biology» ha permesso di ottenere la sequenza completa del genoma dell’orata (Sparus aurata) che è, insieme al branzino, la più importante specie allevata nel Mediterraneo.

"Una mappa"

"Conoscere il genoma di una specie – spiega Marianna Pauletto del Dipartimento di Biomedicina comparata e alimentazione dell’Università di Padova e prima firma della ricerca – è come avere a disposizione una mappa: è molto più facile individuare la via più rapida ed efficiente per arrivare ad un obiettivo. Il genoma dell’orata potrà infatti orientare il raggiungimento di alcuni importanti obiettivi del settore come ad esempio individuare i geni che fanno crescere di più, ammalare di meno o che garantiscono un filetto di elevata qualità. Aumentare i volumi e migliorare le caratteristiche del prodotto ittico d’allevamento è una priorità europea poiché la pesca non può soddisfare la crescente richiesta di questo importante alimento. Tutto questo contribuisce in ultima analisi alla commercializzazione di un prodotto migliore, più sostenibile e a costi minori".

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