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Massanzago, omicidio Malvestio: arrestato il terzo complice

È stato arrestato in patria, a Timisoara, il terzo romeno ritenuto l'autore, insieme ad altri due connazionali già arrestati, dell'efferato delitto di Alessandro Malvestio, pensionato 72enne rapinato, incaprettato, imbavagliato e infine deceduto

s-catalin-iulianI carabinieri del Nucleo Investigativo di Padova, su mandato di arresto europeo emesso dal gip Lara Fortuna e su richiesta del pm Benedetto Roberti, hanno consegnato alla giustizia anche il terzo presunto autore del delitto che portò alla morte il 20 gennaio scorso di Alessandro Malvestio, il 72enne di Massanzago, immobilizzato ad una sedia dalla banda di rapinatori, “incaprettato”, imbavagliato e quindi deceduto.

L'ARRESTO. In carcere è finito un altro romeno, Catalin Iulian S., 32enne, che si trovava nascosto a Timisoara, nel paese natale. Gli accertamenti condotti dagli inquirenti hanno confermato sia i legami con i due connazionali già arrestati, sia i frequenti contatti telefonici nell’arco orario in cui il delitto veniva commesso.
 
f-giorgelLA TESTIMONIANZIA. A condurre i militari dell'arma sulle tracce del terzo responsabile materiale del delitto sono state le dichiarazioni fornite da uno dei due complici arrestati il 26 maggio scorso. Giorgel F., messo con le spalle al muro, aveva deciso di togliersi un peso dalla coscienza, confessando subito le proprie responsabilità e tutti i retroscena dell’omicidio, chiamando soprattutto in correità, non solo l'altro romeno già fermato, Petru Florin C., ma anche appunto un terzo soggetto.
 
LA DINAMICA DEL DELITTO. Grazie alle confessioni di Giorgel F., gli inquirenti hanno potuto aggiungere ulteriori fondamentali tasselli per la ricostruzione della dinamica dell'omicidio. Tre quindi le persone coinvolte nella rapina-delitto della sera del 20 gennaio scorso: una era rimasta in auto e due si erano introdotte nell’abitazione del pensionato, affetto dal morbo di Alzheimer. Il cadavere dell’uomo era stato rivenuto imbavagliato, immobilizzato ad una sedia con la tecnica dell’“incaprettamento”. Dai primi rilievi eseguiti dai carabinieri era emerso che il decesso poteva essere conseguenza di una rapina e che la vittima, per quanto desunto dallo stato dei luoghi, molto probabilmente, poteva conoscere gli autori o forse, addirittura, averli frequentati.
 
LE INDAGINI. Partendo da questi pochi indizi, grazie a un certosina attività di riscontro sulle celle telefoniche e sulle conoscenze dell'anziano, i militari dell’arma erano risaliti all’individuazione e poi all’identità di due rumeni sicuramente autori dell’efferato omicidio. Il lavoro degli investigatori, però, non si è fermato e, sulla base delle piene ammissioni di Giorgel F., venivano raccolti altri riscontri oggettivi che permettevano di delineare il ruolo di mandante dell’omicidio svolto da Petru Florin C
 
IL MANDANTE. Quest'ultimo, dopo aver individuato la vittima pressoché indifesa, vi ha condotto i due connazionali – tra cui l'ultimo arrestato – che hanno materialmente eseguito la rapina e l’omicidio. Petru Florin C., capo criminale, nella fase esecutiva è rimasto all’esterno dell’abitazione, a bordo dell’auto, fungendo da palo, pronto, con il motore acceso, ad allontanarsi più velocemente possibile dal luogo del delitto.
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