Medicina Legale e le tante inchieste che coinvolgono l'Istituto, il commento del rettore Rosario Rizzuto

«Per me non c’è alcuna tolleranza per chi va contro le legge, per chi la lede. Chi è docente universitario deve essere particolarmente etico e inattaccabile. Sarò un po’ moralista ma la penso così»

Al termine della conferenza stampa di presentazione del progetto di riqualificazione della Fusinato, il Rettore, Rosario Rizzuto, si è dimostrato disponibile a rispondere a domande anche su altri temi. Così abbiamo approfittato per chiedergli cosa ne pensa di ciò che sta accadendo attorno a medicina legale di Padova, viste le indagini che sono state avviate a carico dei vertici dello stesso Istituto da diverse procure. L’ultimo caso, di cui abbiamo raccontato giusto qualche giorno fa, coinvolge ancora una volta il direttore dell’istituto, il professor Massimo Montisci.

Il caso Medicina Legale

«Io parto dal presupposto che la giustizia si fa in un’aula di tribunale. Io imparo, su questo caso, da voi della stampa, dai giornali. Io non ho alcun dato concreto a parte quello che ho letto», è la premessa del Rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto alla domanda che gli abbiamo posto riguardo le diverse inchieste che stanno coinvolgendo l’istituto di medicina legale di Padova.

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Il caso dell’indagato per falso promosso a primario, il caso Tiveron e il giallo del pace-maker, i sei dipendenti indagati, le analisi contraffatti, sono tanti i casi di cui abbiamo parlato in questi mesi. Il Rettore conferma di avere letto tutto quello che è stato pubblicato a riguardo: «Noi abbiamo una serie di pendenze di cui veniamo a conoscenza leggendo da voi, ma capite bene che ho bisogno di dati certi per esprimermi e poter valutare. Una volta che arriva una comunicazione ufficiale, un atto, mi si può chiedere di dare una risposta o prendere una posizione, ma non posso farlo in base che quello leggo, attentamente, da voi, per dare una valutazione ufficiale». Poi tra il serio e lo scherzoso: «Vi leggo comunque, con molta attenzione».

Etica

Tra le righe però si coglie che la situazione non è indifferente al Rettore, tutt’altro. Infatti lo dice che i pezzi usciti a riguardo sono anche stati commentati nel suo ufficio e fa intendere che non è una situazione che sottovaluta, ma è evidente che non si può sbilanciare più tanto: «Io ho non dati reali e concreti, e per me quindi vale sempre il principio d’innocenza. Non ho visto una carta, un documento, qualcosa che giustifichi anche una mia sola parola». Poi conclude: «Io aspetto. Detto questo per me non c’è alcuna tolleranza per chi va contro le legge, per chi la lede. Chi è docente universitario, poi,  deve essere particolarmente etico e inattaccabile. Sarò un po’ moralista ma la penso così».

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