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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca

Traffico illecito di carburante: in manette dopo la frode milionaria, sequestri per 6 milioni

É accusato di frode fiscale l'imprenditore arrestato nel Teramano e indagato con altre sedici persone. Avrebbero importato 30 milioni di litri di gasolio grazie a società fittizie e fatture inesistenti, rivendendolo alle "pompe bianche" con prezzi sleali

Acquistavano il carburante in Slovenia e Croazia a costi nettamente minori rispetto a quelli italiani, lo importavano a nome di società fittizie e lo "italianizzavano" grazie a fatture false e a depositi compiacenti, per poi commercializzarlo nel circuito delle "pompe bianche" a prezzi bassissimi e sleali. Il tutto frodando il Fisco e evadendo almeno 6 milioni.

L'indagine

Questi gli estremi del complesso meccanismo svelato da "Meduse al sole", l'operazione della guardia di finanza di Padova che ha portato all'arresto di un imprenditore e al sequestro della sua lussuosa villa di Teramo. Diciassette i membri dell'associazione a delinquere indagati, accusati a vario titolo di frode fiscale.

La frode

L'inchiesta ha riguardato l'anomalo ingresso in Italia di milioni di litri di carburante sloveno e croato, introdotti sul mercato nazionale illecitamente e creando gravissimo danno all'economia a causa della concorrenza sleale. La cupola criminale avrebbe importato, in soli dieci mesi, almeno 30 milioni di litri di carburante facendolo transitare per Capodistria e poi attraverso il Veneto. Un traffico cresciuto in modo esponenziale, di cui si è occupata anche la trasmissione "Report". Lo scopo? Lucrare spacciando per italiano il carburante dell'Est, che ha costi molto inferiori, rivendendolo in Italia a prezzi nettamente più bassi rispetto alle aziende in regola.

Società fittizie e fatture false

L'acquisto del carburante nei depositi esteri, il suo ingresso in Italia e lo smercio nelle "pompe bianche" (non legate ai grandi marchi e ai loro vincoli) venivano gestiti con un giro di commesse e fatture false emesse da società "cartiere" nei confronti di società "filtro". Tutte fasulle, intestate a prestanome e tenute attive per pochi mesi, al solo scopo di portare a termine le frodi. Almeno otto quelle individuate tra Roma, Capua, Sabaudia e Chieti e riconducibili all'associazione a delinquere che, grazie ai documenti fittizi, avrebbe evaso l'Iva per almeno 6 milioni.

frode fiscale villa sequestro-2

Maxi sequestri

Il Gip della procura padovana, viste le risultanze raccolte dalle Fiamme Gialle con mesi di intercettazioni, ha emesso un'ordine di carcerazione nei confronti di un uomo ritenuto la cupola dell'associazione, oltre a un decreto di sequestro di beni mobili e immobili per 5,8 milioni per pareggiare la frode all'Erario. Tra questi c'è una lussuosa villa a Teramo con piscina e scuderia (valore oltre 1 milione), ma anche tre automobili, conti correnti, Rolex, gioielli e cellulari. Tutti riconducibili all'arrestato e recuperati nelle decine di perquisizioni effettuate nelle province di Padova, Venezia, Roma, Milano, Teramo, Pescara, Chieti, Bari e Salerno. L'imprenditore è stato arrestato a Teramo.

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