"Scandalo delle mele", l'iniziativa choc: raccolto distrutto a Merlara

Le quotazioni del raccolto sono crollate a causa della crisi del mercato ortofrutticolo e dell'embargo russo. Giovedì mattina, l'azione di denuncia voluta da Coldiretti Padova nell'azienda di Salandin Marcellino

Le mele raccolte e poi distrutte a Merlara

La crisi del settore ortofrutticolo, aggravata dagli effetti dell’embargo russo e dalle distorsioni di una filiera "drogata e senza regole", spinge gli agricoltori a lasciare in campo o sugli alberi i propri prodotti. In questi giorni in provincia di Padova è scoppiato lo "scandalo delle mele": i produttori ricevono offerte di acquisto ad un prezzo ormai prossimo allo zero. Nella Bassa Padovana le mele della varietà “Golden delicious” sono quotate addirittura tra i due e i tre centesimi al chilo. "Con questi prezzi - aveva spiegato Coldiretti Padova - non si coprono nemmeno un terzo delle spese di raccolta, quindi le mele ormai mature vengono lasciate sugli alberi". Di qui, l'iniziativa choc annunciata mercoledì di distruggere il raccolto a Merlara, come forma di protesta e di denuncia.

INIZIATIVA CHOC. Giovedì mattina, nell’azienda di Salandin Marcellino di Merlara, una parte del raccolto di mele è stata distrutta sotto gli occhi di diversi produttori della zona e alla presenza del sindaco Claudia Corradin. "Il prezzo riconosciuto ai produttori ortofrutticoli in questi giorni è scandaloso e vergognoso - dichiara Federico Miotto, presidente di Coldiretti Padova -  ormai siamo vicini allo zero e alla mercé di operatori commerciali senza scrupoli che speculano sulla crisi del settore e sugli effetti dell’embargo russo per lasciare in campo i prodotti italiani e acquistare dall’estero. Il tutto senza alcun beneficio per il consumatore finale che continua a pagare la frutta e la verdura a caro prezzo e non può scegliere i prodotti autentici del nostro made in Italy. Per questo motivo Coldiretti ha lanciato in tutta la nostra regione la campagna 'Scegli Veneto', per fare squadra intorno alla produzione locale e invitare le istituzioni a fare la loro parte attivandosi e sostenendo la nostra filiera agricola, coinvolgendo anche la grande distribuzione organizzata. Rivolgo un ringraziamento e un plauso a nome di tutta la Coldiretti al sindaco di Merlara per la presenza e il sostegno alla nostra iniziativa”.

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I COSTI "INSOSTENIBILI". “Con una remunerazione di 2-3 centesimi al chilogrammo per le mele nostrane – spiega Simone Solfanelli, direttore di Coldiretti Padova – siamo molto lontani dal coprire le sole spese vive di raccolta, di almeno 10 centesimi al chilo. A questo bisogna aggiungere i costi di produzione, in media 13-15 centesimi per ogni chilogrammo di mele. Quindi il produttore per sostenere le sole spese dovrebbe ricevere almeno 25 centesimi al chilo. Oggi siamo addirittura ad un decimo di questo valore minimo, mentre le famiglie devono sborsare almeno 1,50-1,70 euro per un chilo di mele al dettaglio, fino ad arrivare anche a 2,50 euro".

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