Chiusura mensa San Francesco: mercoledì un pranzo collettivo per protesta nel cortile

"Dalle ore 12 mangeremo tutti insieme nel cortile della San Francesco, perché è inaccettabile privare gli studenti delle facoltà del centro di un luogo dove pranzare"

Riceviamo e pubblichiamo

L’ente per il diritto allo studio padovano e la Regione del Veneto, dopo aver garantito all'inizio dell'estate la riapertura della mensa San Francesco il primo di ottobre, hanno deciso di chiuderla senza darne sufficiente preavviso né agli studenti, né ai dottorandi né all'ateneo, creando una situazione di forte disagio. Non solo la mensa è stata chiusa ma nessuna valida alternativa è stata trovata per quel migliaio di utenti che quotidianamente usavano la mensa. Adesso le mense erogano 1000 pasti in meno e tutte le altre mense del centro, che già non erano in grado di offrire un servizio rapido e di qualità, sono ulteriormente sovraccaricate.

Pranzo nel cortile

Inoltre i posti garantiti attualmente dalle mense sono meno del numero di studenti borsisti dell’Ateneo. Per questo, mercoledì 10 ottobre dalle ore 12 mangeremo tutti insieme nel cortile della San Francesco, perché è inaccettabile privare gli studenti delle facoltà del centro di un luogo dove pranzare. "Vogliamo che una soluzione alla chiusura della San Francesco venga trovata il prima possibile, senza temporeggiare o aspettare che gli studenti si stanchino di fare lunghe file e quindi scelgano di non andare più in mensa.  Non si può giocare sulla pelle degli studenti!" dichiara Enrico Mazzo, coordinatore di Studenti Per - UDU Padova.

Il dialogo

Continua poi Nicolò Silvoni, rappresentante nel CDA dell'ESU di Padova di Studenti Per - UDU Padova "Siamo riusciti ad instaurare un dialogo proficuo con l'Ente per il Diritto allo Studio e ci eravamo fidati delle loro parole in merito alla riapertura della mensa. I lavori di ristrutturazione sono necessari ma non si possono lasciare scoperti di un servizio di diritto allo studio così fondamentale gli studenti dell'ateneo. Serve una soluzione immediata ed è necessario che il Cda dell'ESU prenda il prima possibile le sue funzioni per dare risposta a situazioni come questa."

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