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Cronaca Arzergrande

Meriem e i rapporti in chat con stranieri prima della fuga: ascoltata in tribunale l'amica

Lunedì è stata sentita la confidente della giovane fuggita nel 2015 da Arzergrande per arruolarsi con l'Isis. Il 15 novembre prossimo verrà ascoltata la preside dell'istituto "De Nicola" frequentato dalla giovane di orgine marocchina. Il 28 novembre la sentenza

Emergono nuovi dettagli sul caso di Meriem Rehaily, la 21enne di origini marocchine che nel luglio del 2015 è scappata da Arzergrande, dove viveva con la famiglia, per andare in Siria e arruolarsi con l'Isis, ora è ricercata con l'accusa di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale.

L'AMICA.

Come riportano i quotidiani locali, un'amica della giovane, ascoltata lunedì in tribunale a Venezia, avrebbe raccontato che Meriem, prima di partire si sentiva via chat con una persona residente all'estero che le propose di partire assieme per la Siria. L'udienza si è svolta a porte chiuse per "motivi di sicurezza". L'amica di Meriem è scoppiata a piangere quando il pm Francesca Crupi le ha fatto ascoltare i messaggi audio ricevuti su Whatsapp dopo la sua partenza. 

LE CHAT.

Nel corso dell'udienza sarebbero poi stati depositati i testi di alcune chat Skype e Viber con persone della Siria, Marocco e Turchia trovate dai carabinieri del Ros nel computer di Meriem. Conversazioni dove la ragazza raccontava di voler partire per combattere la Jihad e confermava di aver stilato una lista con gli obittievi: la "killing list". Il 15 novembre prossimo sarà ascoltata la preside dell'istituto "De Nicola" di Piove di Sacco frequentato Meriem. Poi il pm Francesca Crupi farà la requisitoria quindi l'arringa difensiva dell'avvocato Andrea Niero e la sentenza prevista per il 28 novembre prossimo.
 


 

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