Cielo sereno, ma occhio alla nebbia: le previsioni del tempo per San Silvestro e Capodanno

La fine del 2019 e l’inizio del 2020 saranno caratterizzati da tempo stabile, senza precipitazioni, con cielo per lo più sereno o poco nuvoloso

La fine del 2019 e l’inizio del 2020 saranno caratterizzati da tempo stabile, senza precipitazioni, con cielo per lo più sereno o poco nuvoloso, salvo venerdì 3 quando il soleggiamento potrà essere parzialmente ridotto per la presenza di nubi medio-alte.

Meteo

A darne notizia è Arpav, che aggiunge: “In pianura sarà probabile la formazione di foschie e nebbie, specie nelle ore più fredde; le nebbie potranno risultare anche persistenti specie nella giornata di giovedì 2 e sulle zone centro meridionali. In pianura e nelle valli le temperature saranno in genere in linea con le medie del periodo, con minime che resteranno di qualche grado inferiori a zero anche in pianura. In quota invece le temperature saranno in aumento e ben sopra la media del periodo: la quota dello zero termico sarà intorno a 2800 - 3000 m, particolarmente alta per la stagione. In pianura la concomitanza di nebbie nelle ore più fredde e di temperature minime inferiori a zero, potrà determinare la formazione di brina/ghiaccio specie nella notte e al primo mattino. Le condizioni meterologiche sopra indicate sono dovute alla presenza di un promontorio in quota che si estende sull’Europa occidentale verso il Mare del Nord, con aria relativamente mite; al suolo una vasta area di alta pressione va dalla Spagna all’Europa orientale, dove ha il suo massimo”.

Temperature

Arpav, infine, sottolinea una curiosità: “Caratteristica particolare di questo periodo sarà il fenomeno dell’inversione termica. In genere la temperatura diminuisce con la quota: in pianura e nelle valli è di solito maggiore che in alta montagna. Tuttavia, in alcuni casi, la temperatura invece di diminuire aumenta man mano che ci si alza rispetto al livello del mare, andando dalla pianura, ai colli e ai rilievi in quota. Questo accade quando in quota arriva dell’aria relativamente mite e soprattutto nelle notti con cielo sereno e poco vento, quando la superficie del terreno si raffredda in modo marcato per irraggiamento termico: di conseguenza anche l’aria vicina al suolo si raffredda molto mentre quella alle quote più alte risente assai meno di tale raffreddamento e quindi rimane più calda”.

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