Migranti. Bagnoli aderisce a PandPas: "Basta sovraffollamento, cittadini autonomi e attivi"

Presentato in prefettura il progetto europeo per prevenire la discriminazione e inserire i rifugiati nella società locale. Il sindaco: "Una scelta necessaria, risolviamo le criticità"

Bagnoli capofila nella gestione e formazione dei migranti per combattere la xenofobia e la radicalizzazione. Il Comune aderisce a PandPas in rappresentanza dell'Italia, insieme a Slovenia, Croazia, Cipro e Portogallo.

Cos'è PandPas

PandPas è un progetto finanziato dall'Unione europea attraverso Fami (Fondo asilo, migrazione e integrazione), nato a gennaio 2018 per facilitare l'inclusione sociale dei richiedenti asilo attraverso un programma di formazione. Parola d'ordine: gestione attiva. Per contrastare il razzismo e la discriminazione, inserendo i migranti nel tessuto sociale ed economico del paese ospitante.

L'iniziativa

Fondamentale la gestione dei centri di accoglienza: il progetto analizzerà i fenomeni migratori in Europa per coglierne e risolverne le criticità, concentrandosi sia sulla fase pre-partenza, per contrastare le partenze illegali dagli altri Paesi, sia sul post-arrivo, per inserire attivamente i migranti nel territorio italiano. Di migranti "educati e informati sui comportamenti da tenere e positivamente attivi nei paesi ospitanti", si è parlato durante la presentazione dell'iniziativa, martedì 12 giugno alla prefettura di Padova.

Basta centri sovraffollati

L'adesione è nata dalla necessità, spiega il sindaco di Bagnoli, Roberto Milan: "Nessuno vuole i problemi legati all'accoglienza, ma questi problemi ci sono, e vanno risolti. A Bagnoli avevamo più di 1000 rifugiati, è stato necessario cercare un modo per risolvere le criticità". E il modo più idoneo sembra essere PandPas, l'unica soluzione per togliere i migranti dal ghetto dei centri di accoglienza e renderli membri di una società. "Il progetto evidenzia come grandi concentrazioni di rifugiati siano deleterie per il territorio e per i richiedenti stessi - prosegue Milan -. Se l'Hub di Bagnoli chiuderà saremo tutti più contenti".

Il progetto nel Padovano

A Bagnoli i lavori pilota coinvolgeranno 250 migranti, a cui verranno offerte 750 ore di formazione suddivise in vari corsi. Svariati i temi insegnati, divisi in due macro aree: la gestione sanitaria e la professionalità lavorativa. Nel primo caso i richiedenti asilo verranno formati in merito all'educazione civica e al rispetto sociale (parità di genere, cultura, lingua italiana), ma anche sulle pratiche di igiene e salute (raccolta differenziata, norme civiche). Per quanto riguarda l'ambito professionale invece si spazierà dalla sicurezza sul lavoro alla comunicazione, dai nuovi metodi per l'agricoltura biologica alla formazione generale.

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Cittadini attivi

Lo scopo è formare cittadini attivi e autonomi, capaci di sostentarsi autonomamente e di uscire dai programmi di protezione, che permetteranno di abbattere i costi e accogliere in modo attivo. Niente più logica passiva dunque: i migranti non saranno un peso morto da assistere in eterno, ma membri attivi da inserire in società per fornire il proprio contributo.

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