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I disegni dei bambini veneti

I disegni dei bambini veneti

Quarantacinque disegni di bambini padovani nello spazio alla ricerca di pianeti "abitabili"

Partiranno con la missione dell'Esa Cheops. Il concorso, rivolto ai piccoli tra gli 8 e i 14 anni, ha portato alla selezione di 3mila "opere", di cui 92 provenienti dal Veneto

Si è conclusa l'iniziativa “Manda il tuo disegno nello spazio con Cheops”, promossa dall'università di Berna (Svizzera), in collaborazione con l'Agenzia spaziale europea (Esa) e le principali agenzie spaziali europee, inclusa l’Asi (Agenzia spaziale italiana). Il concorso era rivolto ai bambini europei di età compresa tra gli 8 e i 14 anni, chiamati ad immaginare e a disegnare cosa scoprirà Cheops (CHaracterizing ExOPlanets Satellite) nei 3 anni di attività nello spazio. Dei 3mila disegni selezionati, 45 appartengono a bambini padovani. Nei prossimi mesi saranno miniaturizzati e stampati su due placche di metallo che verranno attaccate al satellite e voleranno nello spazio.

LA MISSIONE. Cheops è una missione dell’Esa, con lancio previsto verso la metà del 2018. Cheops studierà le proprietà di alcune decine di pianeti extrasolari già scoperti, al fine anche di selezionare i migliori candidati per lo studio delle loro atmosfere. Scopo ultimo di queste ricerche rimane quello di identificare pianeti cosiddetti “abitabili”, cioè idonei ad ospitare la vita.

45 DISEGNI PADOVANI NELLO SPAZIO. L’università di Padova, che partecipa attivamente alla missione, si è fatta promotrice dell’iniziativa e il risultato è stato eccezionale. L’Asi ha raccolto 900 disegni provenienti da tutta Italia e ne ha selezionati 266 che faranno parte dei tremila che voleranno con Cheops. Di questi, ben 92 provengono da ragazzi veneti (45 ragazzi della provincia di Padova). Tutti i “vincitori” sono già stati informati dall’Agenzia spaziale italiana.

IL PROFESSOR PIOTTO. “È stata una iniziativa unica, ma fortemente voluta da tutti noi, per avvicinare i ragazzi alla ricerca di frontiera e per farli partecipi di un progetto che ci spinge sempre di più verso la comprensione dei pianeti extrasolari e verso la ricerca di altri mondi abitabili o, chissà, magari con forme di vita già sviluppate - ha dichiarato il professor Giampaolo Piotto, dell’Università di Padova, membro del team scientifico internazionale che sta programmando le attività scientifiche di Cheops e tra i primi promotori della partecipazione italiana al progetto - quello che colpisce di più dei disegni selezionati è che per i nostri ragazzi la presenza di vita al di fuori del sistema solare è data per scontata. E tutti gli esseri rappresentati sono sorridenti e ci salutano. Nella ricerca sui pianeti extrasolari siamo solo all’inizio, ma le aspettative sono tantissime. Sicuramente dal punto di vista scientifico, ma anche per il pubblico più generale”.

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